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Avellino – Vertenza ex Cecchini chiusa dopo cinque mesi

Avellino – “Habemus laborem”. E’ stata l’esclamazione dei 32 lavoratori dell’ex Cecchini a conclusione dell’ennesimo incontro sulla vertenza protratta da cinque mesi circa. “Finalmente abbiamo posto fine ad un’annosa e delicata questione che ormai era diventata una vera e propria telenovela”, ha dichiarato Michele Caso della Cisl. “Questa mattina alla presenza del Prefetto Ippolito, una figura importante per tutta la vertenza, del responsabile della Protezione Civile della Campania Michele Greco, del neo presidente dell’Asa Angelo Romano, del presidente del Co.Sma.Ri. Av1 Raffaele Spagnuolo e del Sindacato, abbiamo finalmente sottoscritto i contratti. Con la stipulazione abbiamo previsto, per i primi tempi, un lavoro part-time: un passaggio fondamentale per assicurare all’Asa la riorganizzazione della pianta organica in attesa dell’arrivo del nuovo parco mezzi. Nel contratto abbiamo incluso, inoltre, la clausola dell’assunzione a full-time delle 32 maestranze una volta sistemato l’assetto”. Insomma, la vertenza dei lavoratori dell’ex Cecchini si è conclusa con la tanto attesa e sperata ‘fumata bianca’. Un vertice durato circa due ore – la riunione del tavolo di concertazione si è aperta alle 11.30 per concludersi alle 13.30 circa – nel corso del quale, per pura scaramanzia, tutti i convenuti hanno preferito isolarsi facendo addirittura ‘blindare’ l’ingresso del Palazzo di Governo. Scongiuri ce ne sono stati tanti anche perché il ‘giro di boa’ in più occasioni è saltato o per assenza ingiustificata di Fibe – la società che ha messo in mobilità le maestranze – oppure per dettagli burocratici inadempiuti. La scaramanzia dunque era d’obbligo… e in attesa della decisione, fuori al cancello della Prefettura di Via Tagliamento i lavoratori erano pronti alla mobilitazione qualora non ci fosse stato l’epilogo sperato. Ricordiamo che nel corso della lunga vertenza, la presa di posizione dei lavoratori e del Sindacato non è di certo passata inosservata, anzi. Come dimenticare il blocco dei camion in entrata ed in uscita dal Cdr di Pianodardine. Correva il primo settembre 2005: la ‘carica’ dei 32 lavoratori bloccò l’impianto di compostaggio del Nucleo Industriale di Pianodardine. Gli operai si incatenarono ai mezzi ed in più occasioni la situazione si è fatta incandescente e dai toni accesi a causa del mancato assorbimento nell’organico da parte della Fibe.
La vertenza dei lavoratori ex Cecchini è esplosa alla fine del 2004: ha tenuto sospese le sorti degli operai legati alla Fibe da un contratto di lavoro a tempo determinato. Scaduto il vincolo giuridico le speranze di un futuro assicurato sono venute meno, di qui la rabbia. Ci si attendeva una proroga di almeno tre mesi ed il seguente rinnovo del contratto per la durata di un anno. Ma ciò non è avvenuto. Per le 32 unità coinvolte, dunque, è scattata la messa in mobilità. Ma non basta. La categoria, infatti, non gode di nessun ammortizzatore sociale. Il che, in termini pratici, indica l’assoluta mancanza di una retribuzione, anche minima, per la procedura di mobilità. E, dopo l’intervento dei sindacati e l’impegno elargito per tentare di risolvere al meglio la vertenza, ai lavoratori non è rimasto altro che protestare: di qui il blocco del Cdr. Una protesta proseguita nel tempo… era il 5 ottobre 2005 quando, nonostante l’impegno del Co.Sma.Ri. Av1 di assumere i lavoratori arriva l’ennesima ‘fumata nera’: ai lavoratori non è restato altro che occupare la sede di Corso Vittorio Emanuele. Una presa di posizione, come hanno tenuto a sottolineare gli stessi occupanti “…non contro il presidente del Consorzio, Raffaele Spagnuolo, ma per sollecitare le istituzioni ed i politici ad ascoltare la nostra voce. Il presidente Spagnuolo è stato l’unico, fino ad oggi, ad aver preso a cuore il nostro caso. E’ l’unico che da due mesi si sta battendo per chiudere la vertenza. E’ stato l’unico che, sin dal primo giorno dell’apertura del “caso ex Cecchini” ha non solo manifestato la sua solidarietà ma si è impegnato personalmente ad acquisire noi lavoratori nell’organico del Co.Sma.Ri. Av1”. Il 6 ottobre i lavoratori si incatenano in Comune perchè “…ci sentiamo abbandonati”. Dal 31 agosto, ricordiamo, gli operai del settore trasporti non hanno più un posto di lavoro in quanto la Fibe, la società che aveva preso dall’ex Cecchini in gestione il comparto del trasferimento dei rifiuti al Cdr di Pianodardine, scaduto il contratto ha, a chiare lettere, dichiarato di non essere più interessato a rinnovarlo. Dal 31 agosto, dunque, si è aperta la vertenza. Una querelle che si inasprisce con il trascorrere delle settimane…Il 10 ottobre il Consiglio comunale, con all’ordine del giorno la relazione dell’assessore Donato Pennetta sul caso Mercatone, si blocca per l’invasione delle tute verdi. Tra una protesta ed un sit-in i giorni trascorrono senza novità…ed il 15 dicembre i lavoratori ritornano a bloccare il Cdr. “Blocchiamo il Cdr!”. E’ la lapidaria e secca presa di posizione di Gerardo Petracca della Uil “…dal 22 ottobre, purtroppo, abbiamo ricevuto tante e belle promesse che, ad oggi, si sono rivelate infondate. Si sono soltanto riempiti la bocca di aria”. Dalla seconda protesta a Pianodardine è trascorso più di un mese e, finalmente, oggi lo sblocco della vertenza con la sottoscrizione dei contratti part-time. (di Emiliana Bolino)

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