Avellino – Vertenza Asa, i 300mila euro della discordia…

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Avellino – Fissato per lunedì l’incontro tra dirigenza Asa e sindacati per tentare di ricucire lo strappo dopo le agitazioni dei lavoratori di questi giorni. Una vertenza, quella dell’Azienda Servizi Ambientali di Avellino, che ruota simbolicamente intorno a 300mila euro. Questa infatti è la cifra sancita come risarcimento dalle autorità giudiziarie per i lavoratori che hanno richiesto l’indennità di lavaggio degli indumenti. 300mila euro l’ammontare del canone comunale per il quale c’è stata la richiesta di pignoramento posta in essere dalla Cisl. Ed infine 300mila euro il totale degli stipendi da corrispondere ai lavoratori, che soffre delle indisponibilità di cassa legate all’azione del sindacato. “Giungiamo al faccia a faccia tra le parti in causa – spiega Boris Ambrosone, addetto stampa dell’Asa – col duplice obiettivo, da un lato, di ricercare una soluzione adeguata per la corresponsione dei salari, e provare a congelare il pignoramento, dall’altro. L’Asa ha tutta l’intenzione di adempiere ai doveri verso i dipendenti, ma bisogna necessariamente tenere conto dei flussi finanziari sofferenti di questa fase. In quest’ottica prospettiamo un dilazionamento dei pagamento”. Il riferimento è alla linea dura adottata dalla Cisl, che, attraverso l’azione intrapresa, ha di fatto alterato il ‘cash flow’ dell’azienda, come aggiunge ancora Ambrosone. “L’Asa vanta 3 milioni di euro di credito da svariati comuni irpini. Bloccare i fondi del canone del capoluogo, tra le amministrazioni più regolari nei pagamenti, di fatto congestiona le possibilità finanziarie dell’organismo. Desistere dal pignoramento svincolerebbe i mezzi economici anche in relazione alle spettanze dei lavoratori. In ogni caso sono stati comunque sollecitati i versamenti dei canoni anche da parte delle altre amministrazioni comunali non in regola”. Scetticismo, dunque, da parte dell’Asa, sulla politica sindacale di Cisl. Politica che peraltro non rappresenta una novità, è infatti il secondo tentativo attivato in tal senso, e politica che ha provocato la spaccatura con Cgil e Uil, che hanno ufficializzato la loro posizione più morbida sulla vertenza. E proprio la ricostruzione della compattezza sindacale rappresenta un ulteriore aspetto prioritario. “E’ nell’interesse dei lavoratori, ma anche della dirigenza – sottolinea Ambrosone – il ricompattamento di Cgil, Cisl e Uil. Interfacciarsi con soggetti portatori di interessi diversi allontana tutti verso una soluzione soddisfacente e rapida della questione. Ed anche su questo aspetto sarà fondamentale confrontarsi nel summit di lunedì”. Summit per il quale, dunque, non mancheranno certamente gli argomenti al vaglio. Fra questi, non secondaria, la vicenda legata alla posizione del presidente dimissionario, Angelo Romano, per la quale sarà da verificare l’irrevocabilità del disimpegno anche in considerazione della richiesta di ritiro avanzata dalla Margherita.

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