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Avellino – Valeo, e… la disperazione continua

Avellino – Ancora una volta i lavoratori: 160 che in punta di piedi chiedono che venga fatta luce su una situazione ad oggi diventata insostenibile. Ancora una volta voci a telefono che non svelano la propria identità per non essere uomini o donne nel mirino. Sono gli operai della Valeo che oggi più che mai hanno “paura”. Hanno paura di risvegliarsi una mattina e non avere più il loro diritto: il lavoro. Un grido di aiuto, di sostegno rivolto alle istituzioni affinchè indichino soluzioni non più tampone ma vere soluzioni che garantiscano alle famiglie il futuro. Il futuro ai propri figli che potranno trovarsi “sul lastrico da un giorno all’altro”. Un appello accorato e unanime, voci sommesse e timorose ma che hanno come unico e grande obiettivo quello di poter abbracciare ancora una volta la battaglia della dignità. Istituzioni che ad oggi sono state vicine agli operai ma che hanno convinto a metà. Venerdì 13 ottobre alle ore 10.00 un summit a porte chiuse tra sindacati, Provincia e azienda. “Vorremmo che fosse a porte aperte, che partecipasse la stampa per avere risposte chiare”. Non ammortizzatori sociali “che significherebbero cassa integrazione straordinaria a partire da gennaio e per due anni 600 euro al mese. Il tutto per giungere alla chiusura dello stabilimento a dicembre del 2009. Chiediamo la continuità lavorativa. Dal governo è stata messa innanzi la soluzione della mobilità lunga che accontenta solo trenta persone. Il resto cosa farà? Si parla di ‘migrazioni’ in altre aziende. Dove andremo? Perché ad oggi non è stato ancora stilato un piano per i lavoratori? Se l’azienda vuol trasferire le commesse all’estero non è colpa degli operai. Noi abbiamo paura di finire sul lastrico. Già a dicembre sarà ridotto l’organico. In questa condizione siamo costretti a vivere alla giornata senza troppe illusioni”. Un coro di voci che reclama la dignità, che con grande civiltà chiama a raccolta gli enti preposti affinchè anche le proprie famiglie, i propri figli possano svegliarsi non con l’incertezza del presente ma con la certezza del domani.(di Teresa Lombardo)

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