Avellino – Valeo: Caruso in catene davanti all’azienda

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Avellino – Don Vitaliano e Don Renzulli hanno officiato la Santa Messa davanti ai cancelli della Valeo insieme a tutti i 160 lavoratori che da circa una settimana sono in presidio, giorno e notte, per salvaguardare il livello occupazionale. Intanto mancano solo tre giorni al tanto atteso vertice in Regione tra il Sindacato, gli esponenti politici di Palazzo Santa Lucia e i vertici aziendali dell’ex Cablauto: un incontro promosso, su richiesta delle Organizzazioni Sindacali, dalla Presidente dell’Ente Provincia Alberta De Simone alla quale i lavoratori si erano rivolti per chiedere un aiuto. E mentre si attende l’esito del summit, è ritornato a Pianodardine l’onorevole Francesco Caruso di Rifondazione Comunista “…lottare è l’unico modo per farsi rispettare, per far capire agli imprenditori che non possono essere messi sulla strada 160 lavoratori mandando sul lastrico altrettante famiglie”. Lottare e lottare, dunque è lo slogan dell’esponente del Prc che si è detto pronto anche ad incatenarsi davanti ai cancelli della Valeo. Detto fatto. Caruso in soccorso dei lavoratori ha mantenuto la sua promessa e questa mattina si è incatenato davanti ai cancelli dell’azienda di Pianodardine. “La Fiat deve valutare bene se dislocare o meno tutto l’indotto per la produzione della Stilo in Tunisia e se l’azienda torinese non dovesse dare rassicurazioni ai 160 lavoratori che rischiano il posto, non prenderò parte alle elezioni per il Presidente della Repubblica, che cominciano alla Camera”. Da cinque giorni i 160 padri e madri di famiglia stanno protestando per rivendicare il loro diritto al lavoro e per scongiurare a fine giugno la chiusura dello stabilimento. Una protesta che ha assunto ieri toni decisamente tesi. Tra le iniziative adottate la raccolta di firme per scongiurare la chiusura. “La mobilitazione continuerà ad oltranza – ha spiegato Zaolino – con la speranza che questo nostro segnale raggiunga i vertici aziendali”. (e.b.)

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