Avellino – Urbanistica ma non solo: la Matarazzo nel Galasso Bis

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Avellino – Avvocato per professione, politico per vocazione. Elvira Matarazzo è salita agli scranni di Palazzo di Città dove ricoprirà per il Galasso bis il ruolo di Assessore all’Urbanistica e al Contenzioso. Una sfida non da poco per la Matarazzo, unica donna dell’Esecutivo del secondo Galasso. Una sfida che, in una città così profondamente ripensata e rimodulata, rappresenta forse la partita di una vita.

Una gioventù spesa nella lotta per i diritti civili delle donne, per la loro piena integrazione nel mondo del lavoro, per l’abolizione del reato di aborto, per il pieno riconoscimento del divorzio, Elvira Matarazzo giunge agli scranni di Piazza del Popolo come una new entry della politica intesa in senso attivo.

Un nuovo assetto di una città che Galasso ha fortemente voluto ammodernare. Quale sarà il suo approccio a questa importante sfida?

“Mi rendo perfettamente conto che non è una sfida da poco. L’investitura ricevuta da Galasso è per me fonte di grande contentezza proprio per il contributo che ho fin dall’inizio del mio impegno politico inteso offrire alla città di Avellino. Che è poi lo stesso motivo per cui ho deciso di candidarmi per la circoscrizione Sud alle Europee di giugno”. “Mi approccio all’Assessorato con la consapevolezza che si tratta di un settore più tecnico ma so che, avvalendomi di tecnici e persone competenti, riuscirò ad operare nel massimo della trasparenza e del rigore all’insegna del massimo impegno”.


Elvira Matarazzo è risultata alle Europee di giugno, (dopo Berlusconi ovviamente, capolista praticamente in tutta Italia), la più votata in città. Seppur alla sua prima esperienza politica, ha raccolto le preferenze di oltre 2 mila 700 avellinesi.

Assessore possiamo considerare il conferimento della delega all’Urbanistica e al Contenzioso come il meritato riconoscimento dell’ottimo risultato conseguito in città?

“Penso proprio che lo si possa valutare in questi termini. Qualche giorno fa leggevo un editoriale di Eugenio Scalfari sulle cosiddette ‘zone grigie’, dove per zone grigie si intendono quelle parti di Italia in cui ci sono persone che ancora credono nella possibilità di fare una buona politica e che lottano per una gestione della cosa pubblica diversa. Ebbene io in queste ‘zone grigie’ mi ci ritrovo a pieno”.


La scelta di scendere in politica è passata attraverso il Partito Democratico di cui la Matarazzo dichiara di condividere i valori e gli obiettivi, “anche se ci sono delle situazioni che il partito deve assolutamente risolvere”. Il riferimento è tutto alla polemica interna al Pd sollevata dall’area degli ex diesse per l’esclusione dalla giunta comunale. Su questa circostanza la Matarazzo ha dichiarato: “Sono profondamente rammaricata per quanto è successo: penso che bisogni una volta per tutte superare la logica delle correnti. Non ci siano più ex diesse o ex popolari. Vorrei un Partito Democratico coeso che rappresenti la vera alternativa non soltanto politica ma anche di governo a questa destra dissennata. Certo, bisogna rispettare le diverse sensibilità al suo interno ma ciò non deve pregiudicarne la sua coerenza e l’unità di’intenti”.


Un corso rinnovato, la bretella ultimata, l’inaugurazione a breve di un’ala di Parco Kennedy, Galasso sta per consegnare alla cittadinanza avellinese le tante opere messe in campo. Pensa che l’exploit di interventi edilizi in città sia destinato ad affievolirsi e soprattutto quali nuovi prospettive per Avellino?

“Di sicuro verranno messi in campo altri progetti per la città anche se adesso è presto per parlarne. Lunedì andrò in Comune e cominceremo a valutare il da farsi. Per quanto riguarda Parco Kennedy preferisco aspettare la sua ultimazione completa anche se personalmente non condivido la scelta di sottrarre alla città un polmone verde per piantarvi delle rampicanti e dei pilastri di cemento. La nuova struttura di Parco Kennedy almeno per il momento mi lascia perplessa, ma staremo a vedere a opera ultimata”.


Un sogno, anche utopico, che custodisce gelosamente in un cassetto della sua scrivania di Palazzo di Città per Avellino.

“Quando mi rivolgono questa domanda, penso sempre alla “Città ideale” di Piero Della Francesca (un dipinto raffigurante un’architettura urbana estremamente razionale ai limiti dell’utopia, ndr). Mi rendo conto che si tratta però di uno spazio vuoto perché la città ‘reale’ deve in effetti andare a riempire quegli spazi lasciati vuoti da quella ‘ideale’ e questo è possibile soltanto attraverso il rispetto del cittadino che passa anzitutto per la perfetta armonia tra spazi ecologici ed edilizia. Una città a misura d’uomo insomma che sia custode di quello che considero il simbolo di Avellino e provincia: il verde.” (di Oderica Lusi)

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