Avellino – Un irpino morto sul lavoro, Imbriano: “Occorre reagire”

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Avellino – “Sono stati cinque i lavoratori che hanno perso la vita sul lavoro, vite sacrificate sull’altare del dio profitto rincorso ad ogni costo”. Così Gennaro Maria Imbriano, segretario provinciale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea. “E tra questi c’è Luigi Simeone, un operaio esternalizzato. Lavorava in una fabbrica considerata tra le più moderne dell’intero Mezzogiorno, la Fiat-Sata di Melfi. Evidentemente non è proprio così, e a quanto pare avevano ragione i lavoratori e i sindacati che molte volte avevano denunciato i problemi di sicurezza, ma anche il sistema di appalti e sub-appalti, i ritmi infernali, gli orari insostenibili e i pesanti carichi di lavoro. È questo – aggiunge il segretario del Prc – il vero problema sicurezza che il Governo deve affrontare, per evitare che continuino a morire 1.280 lavoratori all’anno. Occorre fermare questa guerra sociale e dare segnali immediati e concreti. Non si può attendere ancora l’applicazione delle nuove norme in materia di sicurezza. Occorre vietare che apprendisti, nuovi assunti e precari siano impiegati in mansioni pericolose. Si deve stabilire un tetto massimo all’orario di lavoro giornaliero settimanale e mensile, e va modificata la legge 30 sulla frammentazione d’impresa e il sistema degli appalti. Le Istituzioni devono fare di molto di più. Ma anche la Confindustria deve dare un segnale chiaro: espellendo le imprese che non rispettano le normative in materia di sicurezza. Credo – conclude Imbriano – che su questo terreno la Sinistra debba fare un passo in avanti e assumere un’iniziativa forte. Propongo alla FIOM-Cgil e al sindacato, ai compagni di SD PdCI e Verdi di organizzare una grande conferenza sul lavoro operaio che affronti i problemi del modello di sviluppo e quelli della sicurezza, delle condizioni di lavoro e dei salari. Il lavoro deve tornare al centro dell’agenda politica, non può restare ancora invisibile e senza rappresentanza”.

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