Avellino – Tunnel: una faccenda che sta tenendo banco ormai da troppo tempo e per la quale non si riesce a trovare una unanime risposta. Parte dalla mancanza di una soluzione l’intervento di Matarazzo, presidente dell’associazione Fare Verde. “Non voglio, per quanto si dovrebbe, polemizzare sul comportamento a dir poco di cattivo gusto per la cittadinanza e mi riferisco a questo continuo litigare tra i partiti di maggioranza consiliare dove non si riesce a trovare una unità di intenti; essi ci appaiono invece come se fossero partiti in opposizione ed in antitesi politica. Del resto è proprio così; solo che fanno parte della stessa coalizione ma è raro che il cane possa andare d’accordo con il gatto o il diavolo con l’acquasanta. Ma veniamo al motivo di questa mio intervento. Esso si concentra sul leitmotiv del momento che è: ‘tunnel si tunnel no’. L’assessore Petracca si affanna a spiegare la sua nuova idea sul tunnel di Piazza Libertà cercando di convincere gli “amici” diessini sulla validità della sua nuova proposta ma senza cavare un ragno dal buco. Personalmente sono d’accordo sul progetto di base perché l’eliminazione del traffico veicolare dalla piazza principale della città permetterebbe al cittadino di riappropriarsi di uno spazio vitale a patto però che al tunnel segua poi un’attenta progettazione volta alla vivibilità stessa dell’intera zona consentendo a tutti di godere pienamente la piazza, il centro storico così come si vede in tutte le città italiane che hanno una identità, una storia ed un luogo comune. Ed anche se si volesse “rubare” qualche idea in merito non bisogna poi andare tanto lontano; l’Italia è piena di queste realtà, basta andare in una qualsiasi cittadina dell’alto Lazio, dell’Umbria o della Toscana per rendersi conto di cosa vuol dire identità, tradizioni e storia. Appropriarsi di un piazza e renderla il posto di tutti dove si possa stare assieme senza dover scansare una macchina o fare gimcane, senza doversi tappare il naso o le orecchie per il frastuono e per i cattivi odori. Dare alla città di Avellino almeno un posto come questo può sembrare proprio un’utopia o un’impresa titanica? Mi rifiuto di crederlo. Tunnel si tunnel no; e se spostassimo l’idea del tunnel in altra zona? Vediamo, ed è qui che azzardo una proposta, un’idea elaborata con l’amico Angelo Fontana, persona attenta alla riqualificazione morale e urbana della città che potrebbe essere interessante per tutti. L’assessore Petracca parla di tecnica mista con un tunnel di soli 250 m. Ora immaginate un grande parco urbano al centro della città con fontane, aree per bimbi, piste ciclabili, panche, chioschetti, con luoghi aggregativi che permettano lo svolgimento di piccole manifestazioni durante tutto l’anno, terrazzamenti panoramici, passeggiate tra la storia, la nostra storia, il tutto lontano dal frastuono e nella pace e nel silenzio poter riassaporare i profumi della natura: ora mi darete del pazzo?! Forse lo sono perché ci credo, ma continuate a leggere prego. Tutto questo ci farebbe risalire la classifica di Lega Ambiente che ci vede al 71mo posto come verde procapite, in una città che è il capoluogo della verde Irpinia non e certo confortante, è alla portata della nostra tasca ed è nella possibilità di questa amministrazione basta fare un tunnel di 250/300 metri non sotto piazza della libertà, per la quale comunque occorre un progetto straordinario, ma sotto la strada che impegna la parte finale di corso Europa e la parte iniziale di via Roma, insomma, per meglio intenderci, dall’altezza del palazzo dell’Alto Calore fino a quello del Genio Civile. Ciò consentirebbe di unire l’attuale villa comunale con il parco del Museo Civico di Avellino e la recuperata struttura dell’ex GIL dove, allargando la strada di accesso dal corso, si potrà accedere al parcheggio a servizio della struttura; attuare tutta una serie di terrazzamenti, secondo le tecniche di ingegneria ambientale, verso la valle del torrente Fenestrelle, realizzare un parcheggio multipiano nello slargo posto al disotto del Museo Irpino con un ascensore che colleghi l’area degli uffici che insistono nella zona, il tutto tenendo conto del superamento delle barriere architettoniche, ridisegnare tutto l’arredo, risistemare il verde e dare ampio respiro e vivibilità alla zona, immaginate di poter passeggiare tra le antiche pietre dei nostri avi. Ciò consentirebbe di dare nuovo slancio alla villa comunale, al Museo Civico e realizzare un polmone verde di quasi 20.000 mq al centro città, poche città della nostra dimensione ne hanno uno così grande. Una sinergia tra ente Provincia e Comune che permetterà una agevole manutenzione dell’opera con una suddivisione delle spese che consentirà di contenere il costo di realizzazione e soprattutto permetterà un controllo sistematico della sicurezza dei luoghi. Così si potrà parlare veramente di una città giardino, una città a dimensione umana con la consapevolezza dell’abitante di vivere in una città con una identità forte, una città tesa al riappropriarsi della sua storia, dei suoi ricordi ma attenta al futuro consapevole di fare parte di un territorio tra i più belli d’Italia. Mi rendo comunque conto dei problemi sulla viabilità, risolvibili realizzandone una provvisoria che bypassi il tratto dove insistono i lavori veicolando le auto provenienti da Via Roma attraverso la strada prima del Genio Civile e ripristinando il doppio senso dal tratto che và dalla scuola Solimena al corso Vittorio Emanuele, fino alla chiesa del Rosario da dove le auto possono accedere di nuovo a C.so Europa. Credo, comunque, che sia una proposta da prendere in considerazione e valutarla senza preconcetti e colori politici perché quando è in ballo l’interesse della comunità tutto questo abbaiare l’uno contro l’altro deve smettere immediatamente; c’è spazio e gloria per tutti”.