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Avellino testa i controventi dissuasivi per la prevenzione sismica

Tra poco meno di due mesi saranno 28 gli anni di distanza dall’ultimo, violentissimo, terremoto in Irpinia. Un lasso di tempo, quello trascorso, nel quale sempre vivo è stato il drammatico ricordo del sisma negli occhi di chi lo ha vissuto e di un territorio in generale, che direttamente o indirettamente, ancora si trascina alcuni dei tanti problemi ad esso collegato. Un lasso di tempo, ancora e come se non bastasse, caratterizzato da numerose piccole scosse, che si sono susseguite negli anni e che hanno ricordato nel modo più lampante possibile che l’Irpinia resta purtroppo zona a rischio tellurico. Anche sulla scorta di questa verità geologica e storica si è tenuta questa mattina in via Morelli e Silvati una simulazione sismica, frutto di una sinergia tra il comune capoluogo ed il consorzio TRE siglata lo scorso gennaio 2007. La sperimentazione ha riguardato una struttura edilizia sulla quale sono state effettuate specifiche sollecitazioni allo scopo di verificare la tenuta del plesso ad un’ipotetica scossa. Già giovedì scorso i tecnici di progetto – denominato ‘Tellus Stabilita’ – avevano effettuato una prova su una struttura ‘nuda’ cioè di tipo tradizionale, che era stata portata al collasso dalle pressioni esercitate. Oggi, la seconda dimostrazione. Effettuata su una struttura gemella ma integrata con ‘controventi dissuasivi’. Si tratta di dispositivi antisismici progettati ed impiantati negli edifici allo scopo di tutelarne la stabilità. “Il test – ha spiegato il tecnico del consorzio, Carmine Pascale – serve a verificare la validità di queste protezioni strutturali. I controventi (che appaiono come tubi trasversali allo scheletro edilizio, ndr) funzionano come degli ammortizzatori e grazie anche alla viscosità della loro consistenza, riescono a canalare ed assorbire l’energia prodotta da un terremoto”. Il risultato? “Controventi spezzati, ma edificio salvo”: assicurano i responsabili di progetto. Ad assistere alla sperimentazione, tra gli altri, il sindaco Giuseppe Galasso e gli assessori all’Urbanistica ed ai Lavori Pubblici, Perrotta e Capone. “L’amministrazione comunale ha già intrapreso questa strada con alcuni progetti tendenti ad abbassare il rischio tellurico – ha detto Ivo Capone, con particolare riferimento ai plessi scolastici – e il test odierno si inserisce in quest’ottica anche alla luce del naturale adeguamento all’inasprimento della normativa in materia, in seguito al terremoto del Molise con epicentro a San Giuliano di Puglia”. Sulla stessa linea il primo cittadino che ha rimarcato l’importanza della prevenzione per queste catastrofi naturali. “Stiamo lavorando all’allestimento di un ventaglio di soluzioni edilizie a tutela della stabilità strutturale, di cui dovranno tenere conto i costruttori – ha dichiarato Galasso – Crediamo e stiamo investendo su questo progetto perché è doveroso offrire maggiore sicurezza alla cittadinanza”. E in riferimento agli ambiti applicativi: “La priorità è ai plessi pubblici, in particolare scuole ed ospedali, dalle quali bisognerà iniziare ad intervenire”. Alla dimostrazione seguirà un seminario tecnico di presentazione delle attività dal titolo “Metodologie e tecnologie innovative per la tutela dell’ambiente costruito” che si terrà questo pomeriggio alle 16 presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Avellino. (di Eddy Tarantino)

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