Avellino – Tensioni negli enti. Adiglietti: “Stop alle beghe”

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Avellino – Inutile negare che la situazione a Palazzo Caracciolo e a Piazza del Popolo rischia di diventare incandescente. Da non sottovalutare il documento a firma degli assessori comunali in quota Ds Giancarlo Giordano e Antonello Rotondi che minacciano le dimissioni in nome del superamento delle tensioni provinciali. Tra mugugni, ribellioni e prese di posizione, abbiamo chiesto il parere a Gerardo Adiglietti segretario cittadino del partito di via Carlo Del Balzo.
Cosa sta succedendo al Comune di Avellino? Giordano e Rotondi in una nota hanno dato l’altolà ad una situazione provinciale che a loro dire sta condizionando e non poco l’attività di Piazza del Popolo. Come mai questa ‘levata di scudi’? E come mai proprio Rotondi suo fedelissimo ha messo innanzi queste motivazioni?
“Premesso che non ho alcun fedelissimo e che ogni assessore debba interpretare la linea della città, ritengo che non sia successo nulla di nuovo rispetto al passato. Le cose che avevamo dichiarato nel passato si sono riproposte e sono nei documenti. Però credo che vengano evidenziate due cose sbagliate: La prima: in un tentativo di ‘minacciare’ la Margherita, si invoca ciò che sta avvenendo in Provincia”. E poi la precisazione: “Noi ribadiamo che siamo contro le crisi negli enti. Le istituzioni devono essere tenute fuori dai giochi politici”.
“La seconda: non c’è nessuna necessità di aprire crisi alla Provincia né tantomeno avvertiamo il bisogno di aprirla al Comune”.
Ma come mai proprio Rotondi ha assunto questa posizione?
“Avrà una sensibilità molto più forte rispetto agli altri”.
Il rimpasto è alle porte, diversi gli assessori verso la sostituzione. Si è parlato anche di Antonello Rotondi. Quanto c’è di vero in questa voce?
“Noi non abbiamo mai chiesto un rimpasto. Non credo che sia alle porte, né ai cancelli. Abbiamo chiesto, invece, la conferenza programmatica affinchè si potesse spiegare il proprio disegno e progetto per la città. Abbiamo preso atto che il sindaco ha ritenuto valida la stessa ed è il primo dato che va colto positivamente. Inoltre il primo cittadino ritiene di mettere mano all’organizzazione perché non ha risposto adeguatamente agli input. Poi se ci sono problemi di assetto, ci si faccia avanti. In un confronto aperto, sapremo come affrontarli”.
Non ritiene allora che la Provincia e il Comune stiano attraversando una fase di empasse?
“Ritengo sbagliato che i partiti anche alla luce del risultato elettorale, non si rendano conto che c’è un rapporto immediato tra Istituzioni e cittadini che si aspettano la risposta ai bisogni. Ecco perché sarebbe giusto evitare le fibrillazioni negli enti. Certo ci sono difficoltà diverse ma vanno affrontate con il giusto spirito tenendo fuori i livelli istituzionali dagli scontri di natura politica”.
Un giudizio sulla posizione assunta dalla Margherita e dai Ds in merito ai rapporti tutti interni alla coalizione.
“Prendo atto che il livello di sensibilità di arrivare al partito democratico trova audience in città. Se prevarrà l’esigenza dello scontro invocata per diverse radici… il partito democratico diventerà una meteora. E’ giunto il momento di dare spazio alla società. Le beghe, gli elenchi di persone da soddisfare non interessano la gente. Bisogna piuttosto ricercare il valore dell’unità”.
(Di Teresa Lombardo)

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