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Avellino – Teatro Comunale, Silvestri da: “Costo a risorsa”

In qualità di vice presidente della Commissione Cultura del Comune di Avellino, il consigliere del Pdl Adelchi Silvestri interviene nel dibattito sul Teatro Carlo Gesualdo il cui futuro è arenato in uno stallo amministrativo e gestionale. “Il Carlo Gesualdo necessita di una rifondazione e ristrutturazione drastica che permetta di farne un centro di produzione e promozione della cultura così come vuole l’articolo due dello statuto del Teatro. La splendida struttura di Piazza Castello deve diventare una risorsa e non una spesa. Il fatto che il bilancio vada in pari o con un misero attivo non basta a non esigere una sterzata alla gestione del Teatro. Mancano infatti programmi di marketing nel medio e lungo termine, non sono state fatte campagne di comunicazione adeguate, e non c’è stata una ricerca di fondi che uscisse dall’assistenzialismo amministrativo. Questa stasi gestionale ha portato il teatro su una rotta lontana dalla sua mission. L’articolo due dello statuto dice infatti che il Carlo Gesualdo deve promuovere la cultura in ogni sua forma ed espressione. Ebbene fino ad oggi questa promozione si è limitata ai cartelloni stagionali, e quindi non è estensione del Consiglio di Amministrazione bensì di associazioni e consorzi estranei al Gesulado. Questa accettazione acritica di proposte artistiche e culturali è frutto della mancanza di una partecipazione attiva alla gestione. Così il nostro teatro, che potrebbe essere diretto concorrente dei fratelli napoletani e salernitani, è sconfitto in partenza per una mancanza di originalità nella proposta. Questo anche a causa di una assoluta mancanza di produzione o coproduzione, di formazione e comunicazione. Attivare un circuito di produzione potrebbe aumentare i proventi del teatro diventando una forte integrazione del budget complessivo. Appare urgente quindi rifondare la parte gestionale passando da Istituzione a Fondazione. Abbandonando un modello gestionale molto statico come quello della Istituzione dove è assente la ricerca di fondi oltre i finanziamenti pubblici in favore di un modello più dinamico dove c’è prevalenza di capitale piuttosto che di persone si opererebbe la sterzata necessaria ad aprire verso i finanziamenti da parte dei privati. Politicamente la fondazione è una scelta vantaggiosa, perché oltre a coinvolgere il Comune, coinvolge in maniera significativa anche Provincia e Regione che al momento si limitano a partecipare con contributi simbolici. Nel passaggio alla fondazione sarebbe auspicabile conservare una organizzazione aziendale di tipo piramidale, conservando il Cda, ma prevedendo un direttore marketing e uno staff di direzione artistica rassicurandosi così nuove risorse e qualità dell’offerta.
In questo modo il Teatro Gesualdo può diventare un luogo di produzione e di formazione culturale e teatrale, si può sviluppare la produttività artistica dei gruppi di teatro locali, può diventare un luogo di lavoro comune per studiosi, artisti ed operatori di teatro, si possono realizzare progetti di formazione, anche innovativi, si può utilizzare l’arte del teatro come strumento di conoscenza dell’uomo, si possono realizzare interventi nel sociale e sviluppare contatti internazionali attraverso le culture teatrali nazionali. Il teatro deve fungere da collante tra i diversi tipi di pubblico, in quanto il Gesualdo vuole e deve essere il teatro di tutti”.

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