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Il presidente di Confindustria, Silvio Sarno, le parti sociali e le associazioni, questa mattina in conferenza stampa presso l’Ente di via Palatucci, sottolineano dunque la necessità di definire linee strategiche comuni per il take off delle aree interne, invece di avanzare proposte isolate. Di qui le osservazioni al Ptr del documento a firma multipla presentato ieri alla stampa. Dal quale emergono significativi gap.
In primis, la mancata considerazione degli importanti insediamenti industriali di Pianodardine, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane e Prata P.U., considerati nel piano regionale come semplice area extra-urbana. Per la voce Industria si ritengono poi necessari, tra gli altri, la riqualificazione e l’ampliamento dei distretti industriali di Solofra e Calitri; come pure la valorizzazione del sistema industriale provinciale con particolare riferimento alla filiera dell’automotive e all’emergente settore dell’Ict; ancora, ampliamenti e infrastrutturaziuoine nelle aree industriali di Pianodardine e Valle Ufita.
Sul problema delle grandi dismissioni industriali, il Tavolo di governo, per l’occorrenza allargato, individua poi nel Ptr solo riferimenti al napoletano, senza cenni, ad esempio, all’Area del Cratere afflitto dall’annoso problema delle curatele fallimentari, che di fatto impediscono l’avvio di nuove attività in parte già finanziate dagli strumenti di programmazione negoziata, come il Contratto d’Area. Ancora, secondo i firmatari, mancherebbe anche solo l’accenno al piano dei rifiuti in Campania, come pure risulta omesso il capitolo sulle possibili linee di indirizzo di politica energetica regionale.
Altro fronte duramente discusso, le infrastrutture strategiche. Buona l’analisi degli interventi, ma insufficiente la pianificazione interporti e centri merci. Risulta strategico poi il rafforzamento della bretella di collegamento Avellino-Salerno, con caratteristiche autostradali fino al raccordo di Avellino Est e dell’Asse Acropoli- Contursi Lioni Grottaminarda Termoli. Da affrontare il miglioramento del sistema del trasporto merci in particolare della linea Sa-M. S. Severino-Avellino-Benevento -per l’accesso al porto di Salerno, alla linea alta capacità Benevento-Foggia- e della Avellino-Rocchetta-S. Antonio, unico asse ferrato per l’Alta Irpinia, sul quale il tavolo chiede un nuovo approfondimento. Opportunità irrinunciabile per il trasporto passeggeri, l’Alta Velocità, risulterebbe completamente ignorata.
La ridistribuzione insediativa non sarebbe definita invece nei luoghi e nei criteri, mentre la riqualificazione urbana necessiterebbe di un coordinamento con i Puc e i Pcp. Forte, infine, l’accento posto sulla mitigazione del rischio ambientale, ma troppo rigida la vision proposta dal Ptr.
Insomma, una lettura che vede nell’Industria la visioning tendenziale e preferita per il rilancio dell’Irpinia, ma che denuncia la mancanza di probabili scenari realistici per il territorio provinciale.
Di qui, l’immancabile dato politico con tanto di appello ai rappresentanti irpini regionali, in un contesto di imminente riferimento elettorale: “La parte politica deve rispondere alle nostre domande – chiedono gli attori del tavolo – non si può sfuggire a queste responsabilità”.
Con l’invito finale alla Regione di svolgere un ruolo di programmazione ed erogazione fondi, ed alle Province di coordinare azioni sinergiche da raccordare a livello regionale. (di Antonietta Miceli)