Avellino – Perché in Irpinia e in Campania manca lo sviluppo. Perché non sono stati attratti investimenti. Perchè l’innovazione tecnologica e la ricerca non sono state trasferite alle imprese. Perchè la concertazione ha privilegiato interessi localistici. Sono gli interrogativi di Raffaele Pirozzi ex segretario regionale della Cgil che pone l’accento sul “Documento preliminare per la coesione sociale 2007/2013, pietra miliare per lo sviluppo della regione Campania. “Malgrado siano stati realizzati 51 Pit, 36 Patti Territoriali, 4 Contratti D’Area, 7 Leaders Plus, e 15 Pir non si è prodotto una vera, concertata ed integrata politica di sviluppo. Gli strumenti con i quali si è proceduto negli anni passati – a detta del documento – non hanno permesso di raggiungere l’obiettivo. Sono necessari, quindi, nuovi strumenti come: Agenzie locali di sviluppo ed Unione dei Comuni”. Da un’analisi più marcatamente regionale ad una più localistica. Pirozzi mette in evidenza la necessità di una sinergia tra le Istituzioni, Sindacati e imprenditori per far leva sulle capacità e risorse dell’Irpinia. “I cittadini di Avellino hanno un reddito pro-capite pari a 14 mila, circa 6mila inferiore a quello disponibile per un cittadino del Nord. Alla formazione del reddito oltre ai settori tradizionali – industria, Agricoltura e Terziario- contribuisce in maniera rilevante l’artigianato in misura certamente maggiore rispetto al resto del Mezzogiorno. L’economia di Avellino si indirizza prevalentemente verso le esportazioni. E’ presente sui mercati della Germania, Gran Bretagna, Corea del Sud, Cina e Turchia; ha una struttura produttivo – imprenditoriale così suddivisa: 35,6% agricoltura, 25,4% commercio, 21% artigianato, 18% industria.
La disoccupazione, pari al 11,2%, pone la provincia di Avellino in maniera avvantaggiata rispetto al resto del Mezzogiorno. La struttura agricola è squilibrata in direzione del settore agricolo e le imprese sono il doppio di quelle nazionali (19%) superiore alle imprese meridionali (25%). E’ fanalino di coda della regione per gli esercizi turistici. Avellino contribuisce al PIL nazionale per l’0,51%. Il territorio ha una un basso tasso di infrastrutturazione: 66,8% di infrastrutture. I settori che maggiormente contribuiscono alle esportazioni sono: metalli preziosi, prodotti legati al cuoio e produzione agro-alimentare. L’aumento della criminalità fa fare un salto notevole indietro alla provincia di Avellino e comincia a determinare qualche elemento di difficoltà della coesione sociale. Gli obiettivi che, a detta di tutti, si vogliono perseguire sono: aumento dello sviluppo e dell’occupazione, maggiore coesione sociale e miglioramento della qualità della vita”. Quello di Pirozzi, non un bollettino di guerra ma dati che sollecitano forse una maggiore attenzione per le problematiche del territorio. “Bisognerebbe: aumentare il tasso di infrastrutturazione del territorio: che non significa solo strade o Banche bensì anche infrastrutture immateriali. Accompagnare tutto questo con una politica della formazione, ricerca ed innovazione condivisa e da trasferire, nell’ambito dei distretti, alle imprese; perseguire una politica agricola ed agro-industriale di sviluppo con richieste al Governo Nazionale regionale; Sono in atto due interventi finanziari della regione Campania rispettivamente per i distretti industriali di Solofra per circa 15 miliardi e di Calitri per circa 8 miliardi. Sono investimenti positivi che possono e debbono accrescere la produzione e l’occupazione di queste due aree come con il rafforzamento dei due distretti industriali. Il sindacato sviluppi una trattativa ed un monitoraggio costante sull’uso produttivo degli investimenti pubblici e sui risultati che essi producono con le imprese, loro associazioni e le istituzioni. L’occupazione e la produzione si difende prima che la crisi interviene, altrimenti si è poi costretti a firmare la CGIO o CIGS per tentare di assicurare un minimo di reddito ai lavoratori. Infine, il paese deve affrontare una fase di limitazione della spesa pubblica soprattutto nel Mezzogiorno per questo, bisogna renderla più produttiva ed innalzare il livello di efficienza degli Enti locali. Aumentare l’efficienza degli Enti locali è un imperativo per l’intero Mezzogiorno e qui la qualità di chi amministra è decisiva come importante è l’atteggiamento del Sindacato tutto”. Insomma obiettivi da centrare anche in nome di un superamento del “piccolo cabotaggio che non paga. La gravità dei problemi che abbiamo di fronte ha bisogno di una forte elaborazione, proposta politica e di un nuovo modo di governare. Questa è una sfida che tutti dobbiamo vincere”.
Redazione Irpinia
Testata giornalistica registrata al tribunale di Avellino con il n. 422 del 21.5.2014
- Redazione – Via Dell’Industria snc – Pietradefusi (AV)
- 082573384
- redazione@irpinianews.it
