
Avellino– Crisantemi, gladioli, lilyum, garofani…per la commemorazione dei defunti. Davvero non si bada a spese per onorare la memoria dei propri cari. Per l’occasione sono stati spesi quasi 400 milioni nell’acquisto di crisantemi, i fiori tradizionalmente legati a questa ricorrenza. I prezzi di vendita per i fiori recisi variano da 1,5 euro a 4 euro a più di 10 euro se si tratta di un vaso o una composizione. In Italia vengono prodotti 9 milioni di vasi di crisantemi all’anno e circa 650 milioni di steli venduti per quasi un terzo nei giorni della commemorazione dei defunti e coltivati praticamente in tutto il Paese. Dunque il caro prezzi, è il caso di dirlo, non risparmia niente e nessuno. E l’Irpinia si adegua all’economia dell’intero Paese. Un modesto mazzolino con 10 crisantemi circa ha toccato la soglia dei 10 euro, poco meno per le margherite per cui sono stati spesi sugli 8 euro. Per i più ambiziosi, in questo caso è più opportuno parlare di più ‘spendaccioni’, i prezzi lievitano e non di poco. Fino a 35 euro, infatti, sono stati spesi per una composizione di rose o di lilyum. Passaggio lira-euro o semplice ‘speculazione’ per una occasione in cui è davvero difficile abbandonarsi al risparmio? Nessuno, infatti, può permettersi di rinunciare all’omaggio floreale al caro defunto ed inevitabilmente i fioristi di tutta Italia fiutano l’affare. Un dato certo accompagnato, tuttavia, da altri fattori. Il mercato della floricoltura, in generale, è stato protagonista di ingenti rincari, prezzi in salita pari ad una percentuale del 20 per cento circa. Dati confermati da listini che non mentono. Nel 2001 per un crisantemo si spendeva fino a 1000 lire, gli attuali 52 centesimi. Oggi, invece, per un crisantemo si spende il doppio. Nessun risparmio neanche sulle orchidee: il fiore più ambito è costato, infatti, circa 8 euro. Insomma, anche in questo caso la bella figura ha il suo prezzo. E la colpa sarebbe soprattutto da attribuire al periodo di crisi che l’intero settore sta attraversando. Una crisi dovuta ad un calo generale dei consumi e alla riduzione delle capacità di spesa. Eppure qualche dissonanza c’è. Se da un lato cala la richiesta dei tanto amati fiori, dall’altro il classico ed intramontabile bouquet resta il regalo preferito dalle donne per ogni genere di ricorrenza. Fatto sta che, in un modo o nell’altro, i prezzi sono lievitati, facendo registrare in 4 anni un aumento del 400 per cento. Ma si sa, in questi casi non si bada a spese.