Avellino – Sul Puc i ‘sospetti’ di Gengaro

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Avellino – Puc: entro l’8 ottobre si dovrà necessariamente procedere all’approvazione. Ma il nuovo Piano targato Cagnardi mostra di essere protagonista di un iter ‘ostico’ e non meno ‘increscioso’. Dopo la maggioranza, che sembra non aver manifestato verso il Piano l’entusiasmo sperato, Rotondi dovrà fare i conti con un’opposizione che mostra di essere più dura e determinata di quanto ci si aspettasse. L’incontro con il gruppo è stato infatti palesemente disertato, come già anticipato dalla stessa opposizione. Causa: il rispetto istituzionale. “Fino a quando gli assessori non torneranno in Consiglio – ha dichiarato Antonio Gengaro – non si procederà ad alcuna discussione”. Insomma, l’opposizione non intende scendere a compromessi e manifesta una ferrea volontà: il confronto sì ma non prima di aver chiarito i motivi che hanno portato alla sventata crisi. Ma schiarite a parte, il Puc non convince. E ancora meno convince il criterio, o per alcuni la ‘strategia’, relativa all’approvazione. “Il Piano è diventato oramai un ‘affare segreto’. L’incontro con l’opposizione indubbiamente ci sarà ma servirà a ben poco. Il nostro contributo, infatti, è meramente formale, non abbiamo alcun potere decisionale”. E qui pesa l’ago di una bilancia che sembra tendere in direzione diametralmente opposta alle vedute della minoranza: “Tutto sarà approvato in Giunta e noi non possiamo che contestare questo procedimento. Si tratta, infatti, di un modo per escludere il Consiglio dalle fondamentali scelte sul futuro della città. Un atteggiamento che alimenta in noi un grande sospetto: non sono i poteri istituzionali a decidere ma altri. Tutto viene fatto in gran segreto ed i segreti possono nascondere di tutto”. Ma c’è di più. Al di là delle procedure di adozione, il Puc non guadagna l’approvazione neanche dal punto di vista pratico. Le rimostranze non mancano rispetto ad interventi ritenuti, in qualche caso, ‘peggiorativi’. “In primis appare folle la localizzazione del Tribunale in località Valle. Per non parlare della poca fattibilità del viadotto di via Speranza. Ma il fiore all’occhiello è la forte sperequazione che si registra sul Q9”…intervento, quest’ultimo, che per l’esponente di Libera Città non rappresenta altro che un “guazzabuglio”. Un Puc, dunque, che tra ‘strategie’ e poca convinzione alimenta perplessità sul futuro di una città che, al momento, resta a guardare. (di Manuela Di Pietro)

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