Avellino – Stato sociale, più integrazione e dialogo tra gli enti

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Avellino – Legge 328 del 2000, politica pubblica campana e situazione delle politiche sociali in Irpinia: saranno questi i temi al centro del Forum ‘Lo stato sociale in Irpinia’ che sarà presentato domani mattina, alle ore 9.30, presso la sala convegni ‘Banca della Campania’, centro direzionale Collina Liguorini. Organizzato dalla Regione Campania (Area 17), il dibattito vedrà al tavolo degli interventi i rappresentanti dei 6 piani di zona provinciali: l’assessore alle Politiche sociali e Cultura del Comune di Ariano, Emerico Maria Mazza (Pdz A1), Giuseppe Galgano, assessore a Calitri (Pdz A2), Giancarlo Giordano, assessore ai Servizi sociali e Nuovi bisogni del Comune di Avellino (Pdz A3), Massimiliano Carullo, in qualità di vice sindaco e assessore del ramo a Mercogliano (Pdz A4), Giovanni Colucci, sindaco di Mugnano (Pdz A5) e Carmela Rega, sindaco di Atripalda (Pdz A6). Dietro coordinamento di Maria Luisa Megaro, dirigente settore Formazione-Lavoro di Avellino, saranno inoltre presentate le analisi di Giuseppina Cersosimo, ricercatrice in Sociologia all’Università di Salerno e dell’onorevole Alberta De Simone, presidente della Provincia di Avellino. A concludere, l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Rosa D’Amelio. In occasione del Forum sarà possibile visitare la mostra fotografica sull’immigrazione ed emigrazione e verrà presentato il volume ‘Lo stato sociale in Irpinia’, curato dal sociologo Nicola Savino (Area 17 e Stap 07 di Avellino).

Il testo affronta ancora una volta il nodo delle politiche sociali e delle dinamiche migratorie in Irpinia, attraverso un’analisi dei dati territoriali e dietro ragionamento dei dirigenti politici dei singoli Piani di zona. Partendo dalla Legge quadro 328 del 2000, che mira all’abbattimento delle disuguaglianze e delle diversità, determinando la crescita lavorativa e economica del territorio, si passa ad un excursus relativo all’organizzazione metodologica dei Pdz, offrendo un quadro sinottico delle principali aree di intervento e degli indirizzi prioritari di programma. Il volume chiude poi con un approfondimento dei rispettivi contesti zonali, attraverso interviste in profondità ai testimoni privilegiati del welfare irpino. E dalle loro parole emergono una serie di considerazioni. Unanime e positivo è il giudizio degli intervistati (i presidenti dei sei Piani di zona provinciali) sulla capacità della Legge quadro di intervenire per modificare la filosofia degli interventi dello Stato sociale in Italia. Come sui Piani sociali regionali, per la reale e ottimale integrazione degli interventi di politica sociale. Reperimento di altre risorse finanziarie, maggiore assistenza ad anziani, disabili e fasce deboli, interfacciandosi con figure professionali adeguate, politiche occupazionali, sostegno alle famiglie e integrazione socio-sanitaria sono invece le proposte che emergono dai più per un miglioramento dello stato sociale nelle comunità irpine. E un occhio di riguardo va alle comunità straniere presenti. Secondo la maggior parte degli intervistati sono adeguatamente incluse nel tessuto sociale ed economico di riferimento. Per Colucci, invece, il problema sarebbe ancora rilevante e per la Rega l’inclusione non sarebbe ancora partita. Potenziamento dello sportello ‘info-desk immigrati’, nuovi interventi del Pdz, sensibilizzazione alla cultura multietnica, tra le proposte avanzate per sanare il gap. Ancora, si segnala in alcuni casi la necessità di migliorare i rapporti inter-istituzionali e la pubblicizzazione ai cittadini della nuova gestione dei servizi sociali. Si sollecita anche la partecipazione delle Parrocchie e degli Istituti religiosi e la costante attenzione economica e politica dell’Ente Regione. E il dato più significativo è quello di avviare attività necessarie per migliorare lo stato sociale nelle comunità, in un contesto dove la forza di ogni iniziativa risiede nella concertazione. (Antonietta Miceli)

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