
C’è il silenzio attorno all’Avellino: da qualche giorno il sodalizio di contrada Archi ha finito di parlare anche attraverso i comunicati.Il futuro e l’avvenire è appeso ad un filo. ‘Vita o morte’ per un lupo che al momento non conosce il proprio destino, la rabbia, la paura, la tristezza per un ‘amore’ che rischia di essere distrutto dopo 96 anni di storia è davvero tanta. Mai come questa volta non si riesce a decifrare la volontà di Pugliese, capire se davvero il patron ha deciso di abbandonare la nave e farla affondare o raddoppiare, continuare a gestirne il timone con progetti e programmi ridimensionati. Si rischia seriamente di dover abbandonare i campionati professionistici di dover dire arrivederci al calcio che conta. Dei potenziali acquirenti, o comunque coloro che avevano provato a farsi davanti non ci sono più tracce e i giorni per ‘allegare’ i lupi al torneo di terza serie sono divenuti davvero pochi. Poco più di una settimana per l’iscrizione alla C e per far firmare tutte le liberatorie. Il tempo è tiranno e di tracce per conoscere che ne sarà di noi…non ce ne sono. Si spera che il Sindaco possa trovare qualcuno pronto a rilevare il club ed a rilanciare da subito i colori biancoverdi, ma allo stesso tempo alla fine c’è chi spera in un ripensamento dell’attuale proprietà. Il discorso è semplice nessuno vuole vedere scomparire l’US Avellino 1912.
Capitolo comproprietà
Il patron Massimo Pugliese ed il vice presidente Tonino Lo Schiavo sono volati a Milano per definire le compartecipazioni. Anche se sembra che al momento non si stia facendo nulla. Infatti, sembra molto difficile riuscire a raggiungere un accordo imminente con Treviso, Foggia e Cesena per Sestu, Salgado e Pellicori. Si andrà invece con molta probabilità alle buste per Maietta. Il difensore tornato in Irpinia dal Crotone non sarà molato dal club calabrese.