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Avellino: si è riunito il Direttivo Cgil tra organigramma e vertenze

Avellino – Si è svolto questa mattina, presso il centro sociale, il direttivo provinciale della Cgil. All’ordine del giorno dell’incontro, al quale ha preso parte il segretario regionale della Cgil, Michele Gravano, le motivazioni dello sciopero generale nazionale proclamato dalla Cgil per il 12 dicembre 2008, all’organizzazione del quale la Cgil di Avellino sta lavorando in maniera impegnativa, per garantire anche dall’Irpinia una folta rappresentanza di lavoratori, studenti e pensionati. Nell’ambito del direttivo di questa mattina, è stata completato anche l’organigramma della segreteria della Cgil di Avellino. Ne fanno parte: Marika Borrelli, Pietro Nappi, Antonio Famiglietti e Anna De Luca. Per quanto riguarda le questioni irpine, il direttivo ha avanzato due proposte, che nelle prossime ore verranno ratificate ai destinatari.

La prima consiste nell’invito a costituire un “patto di sviluppo per l’Irpinia” al quale prendano parte le organizzazioni sindacali, i rappresentanti degli imprenditori e i rappresentanti politici locali. “Il Patto di Sviluppo – dichiara il segretario provinciale della Cgil, Vincenzo Petruzziello – dovrà affrontare le problematiche che la Cgil, ormai da mesi ha posto nel corso di numerosi incontri. Assistiamo a troppa distrazione da parte della politica, sulle questioni dello sviluppo ed in particolare sugli strumenti di programmazione per l’utilizzo dei fondi europei. E’ passato già troppo tempo – aggiunge Petruzziello – da quando diciamo che sta per passare l’ultimo treno rischiando di perderlo. L’Irpinia ha urgente bisogno di essere introdotta nell’agenda degli impegni del Governo e le forze politiche devono farsi carico di tale necessità. Lo stesso devono fare gli enti locali, partecipando alla costituzione delle proposte e suggerendo gli interventi necessari per il rilancio dell’economia produttiva dell’intera provincia. Il patto di Sviluppo – conclude – deve partire dall’analisi dei problemi di più stringente attualità. Dalla stagnazione dei consumi, della produzione, dalle crisi industriali all’emigrazione e trovare soluzioni attuabili in poco tempo ma che producano effetti nel medio e lungo periodo”.

La seconda proposta avanzata dal direttivo, destinata principalmente all’ente Provincia di Avellino, è rappresentata dalla costituzione di un “Tavolo anticrisi” che prenda in carico le vertenze aperte in numerose aziende irpine. Il quadro accertato dalla Cgil, relativo alla messa in mobilità, cassa integrazione, licenziati e futuri licenziamenti restituisce un totale di 4.286 unità lavorative. “La situazione – ha affermato Petruzziello, nel corso del direttivo – è quanto mai drammatica. Il tavolo anticrisi da costituire in seno alla Provincia di Avellino, già chiesto al Commissario Prefettizio, deve farsi carico delle vertenze in atto. Per molte realtà evidenziate nel prospetto la situazione è aggravata dal fatto che i periodi di mobilità e cassa integrazione sono in scadenza senza possibilità di essere rinnovati e senza considerare che la situazione nazionale ed internazionale non fa prevedere un recupero della capacità produttiva delle aziende”.

Intanto, domani, 28 novembre alle ore 10 presso il centro sociale Samantha Della Porta si terrà il Direttivo Provinciale della FIOM-CGIL che vedrà la partecipazione di Fausto Durante della segreteria nazionale della FIOM, Maurizio Mascoli segretario Regionale e Vincenzo Petruzziello segretario generale CGIL Avellino. Nella riunione saranno discusse le iniziative da assumere in preparazione dello Sciopero Generale indetto per il 12 dicembre per sostenere le richieste avanzate dalla CGIL per fronteggiare la grave crisi economica ed occupazionale, che sono:
Estensione degli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori precari.
Ripristino dell’integrazione salariale all’80%della retribuzione nei periodi di cassa integrazione.
Aumento fino a 12 mesi del periodo di disoccupazione.
Detassazione della 13° per restituire le maggiori imposte pagate da lavoratori dipendenti e pensionati a causa dell’aumento dell’inflazione.

“Nella nostra provincia sono circa 5000 i lavoratori metalmeccanici – afferma il segretario provinciale della Fiom Avellino, Luciano Vecchia – coinvolti in lunghi periodi di cassa integrazione, tra questi i lavoratori della FMA sui quali grava una preoccupante incertezza anche per il prossimo anno a causa della drastica riduzione della commessa G.M.. Oltre 400 sono i lavoratori precari rimasti senza lavoro, altri se ne aggiungeranno nei prossimi mesi, occorrono pertanto interventi concreti ed incisivi da parte del governo diversi da quelli annunciati che sono sbagliati ed insufficienti”.

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