LE INTERVISTE DI IRPINIANEWS-“L’infortunio è stata un’autentica mazzata”. Sono queste le prime parole di Ferdinando Sforzini, bomber romano giunto in biancoverde a gennaio. Il centravanti dei lupi che ha dovuto concludere la stagione anzitempo, maledice l’incidente che non gli permetterà di scendere in campo per il rush finale: “Mi dispiace non poter continuare a lottare, aiutare i miei compagni a raggiungere questo obiettivo. Sono venuto ad Avellino con tanti stimoli e con l’intenzione di entrare nella storia del club”. È stato costretto a fermarsi sul più bello, ad uscire di scena nel momento decisivo del torneo. Un brutto infortunio al menisco non gli ha permesso di lottare fino alla fine e contribuire al raggiungimento della salvezza, poter dare una grossa gioia a quanti confidavano in lui.
Avellino-Sforzini, un ‘amore’ breve ma intenso?
“I mesi trascorsi in Irpinia sono stati stupendi, in me c’è solo tanta amarezza per non aver potuto portare a termine il torneo. Sono stato veramente molto bene e il ricordo di tale esperienza sarà sempre vivo”.
Scelta vincente che potrebbe continuare…
“Certo, dal primo giorno in cui sono stato contattato ho voluto indossare questa casacca. Ho detto subito sì, perchè qui il calcio è tutto. In caso di permanenza in B resterei volentieri”.
Quindi eventualmente, torneresti in futuro per ‘completare l’opera’? Uno Sforzini bis nel futuro della 1912 potrebbe esserci…
“Perché no, mi farebbe piacere poter vestire ancora la maglia dei lupi”.
È vero che non potrai più scendere in campo per le prossime gare, ma il bilancio personale, numeri alla mano, è favorevole: 12 gare e 7 goal…
“Sotto l’aspetto personale sono contento perché in poche gare sono riuscito a dimostrare quanto valgo, lottando, senza mai arrendermi. Per un guerriero come me è dura guardare la squadra dall’esterno”.
Fa male dover saltare il derby con la Salernitana, so che ci tenevi molto…
“Ci tenevo a partecipare a questa sfida in modo particolare perché so quanto valgano i 90′ dell’Arechi per la gente irpina. In questo momento mi sento come un leone in gabbia.. per me, che sono abituato a battermi contro tutti, non è una situazione facile da vivere”.
Prima parlavi di storia, del ‘sogno’ di far parte di quei calciatori che nel corso del tempo sono ricordati sempre con affetto dalla gente. Viste le dimostrazioni di stima che ti sono arrivate in questi mesi… anche nei tuoi giorni a Barcellona, sembra che tu ci sia riuscito?
“I tifosi sono fantastici, sono unici. Non ci sono parole per descrivere gente che segue con tanta passione la propria squadra del cuore. Posso solo ringraziarli per l’affetto che mi hanno mostrato e che ancora mi mostrano. Anche se allo stadio non sono stati in tanti si sono sempre e comunque fatti sentire”.
Al di là di una classifica difficile e di una retrocessione dietro l’angolo i tuoi compagni si stanno comportando bene, offrendo delle buone prestazioni. Anche a Brescia un risultato bugiardo…
“La squadra sta esprimendo un buon calcio, l’ha sempre fatto, anche quando abbiamo perso. Stiamo giocando bene. Purtroppo gli episodi sfavorevoli di certo non ci stanno aiutando. I miei compagni stanno dando tutto quello che hanno. Si può anche scendere, ma c’è modo e modo. L’importante è battersi con onore per questa maglia e loro lo stanno facendo. Dal primo all’ultimo”.
Più sfortuna o più errori arbitrali?
“Purtroppo per noi c’è stato il giusto mix, credo che avremmo meritato di avere 4-5 punti in più”.
Il rapporto con mister Campilongo cosa ti lascia?
“È un grandissimo, molto preparato. Un sanguigno, uno a cui non piace perdere, ma giocarsela alla pari con tutti. Anche con le compagini più attrezzate. Un maestro di calcio che mi ha insegnato tanto”.
E Maglione che insieme al tecnico di Fuorigrotta ti ha voluto qui ad Avellino?
“Non lo conoscevo, ma ho avuto modo di apprezzarlo. Ha grande competenza e ci tiene veramente a questi colori”. (di Sabino Giannattasio)
