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Duro colpo per lo Sdi irpino. Nel pomeriggio di ieri, dopo i dubbi della vigilia, la sentenza dell’Organo Supremo è giunta a destinazione. Il Consiglio di Stato ha rigettato la richiesta di sospensiva avanzata dai Socialisti di Palazzo Caracciolo, ritenendola inammissibile. Di fatto il partito della Rosa nel Pugno arretra nelle sue posizioni, rimanendo nell’assise pubblica dell’Ente Provincia senza alcun rappresentante. Tra i banchi dell’esecutivo in quota Sdi, solo Luigi Mainolfi. La sentenza dunque azzera la rappresentanza della forza di centrosinistra, dando ragione al forzista Raffaele Lanni che di diritto entra nel parlamentino dell’ente di Piazza Libertà. (Lunedì il consiglio che vedrà oltre alla convalida del consigliere Aldo Laurenzano subentrato al dimissionario Pino Rosato, la presa d’atto della sentenza del Consiglio di Stato). Vittoria dunque per il centrodestra che si ritroverà tra gli scranni con un componente in più. Idem per la Margherita forte di dieci rappresentanti. Entrerà, come più volte rimarcato, il consigliere Mario Rizzi in quota fiorellino che si affiancherà ad Aldo Laurenzano, Federico Bongo ex udeurrino, Luigi Cardillo, Giuseppe De Mita, Andrea Famiglietti, Carmine Pacifico, Gaetano Calabrese, Sergio Morella, Giuseppe Solimine subentrato al posto di Giovanni Romano neo presidente Iacp e naturalmente Rizzi. Cambia la geografia degli assetti, con il consolidamento ulteriore del quartier generale di Via Tagliamento. Invariate, invece, le posizioni della ‘visibilità’ per il resto della compagine. Cinque per Via Carlo Del Balzo (Ds) con Franco Mazza, Giampiero Monaco, Alessandro Romano, Pasquale Ricci, Pellegrino Del Regno. Due per l’Udeur: Pasquale Bossone e Pasquale Giuditta. Uno per i Comunisti Italiani: Antonio Petoia. Uno per i Verdi: Pasquale De Fabrizio. L’opposizione migliora il suo raggruppamento. Forza Italia con il neo ingresso dell’ex sindaco di Rotondi, passa a quattro rappresentanze con Lanni, Generoso Cresta, Generoso Cusano, Giovanni Cardinale. An con Ettore De Conciliis, Luigi Vannetiello, Umberto Cammino. L’Udc con Arturo Iannaccone, Franco Di Cecilia e Mario Canonico. Stando così le cose, se dovesse prevalere la logica dei numeri, sicuramente sarà messo mano all’assetto della Giunta che attualmente si trova rappresentata dalla Margherita con Vincenzo Alaia, Giuseppe Di Milia, Emilio Ruggiero, Eugenio Salvatore; dai Ds con Bruno Fierro; dallo Sdi con Luigi Mainolfi; dai Verdi con Marcello Zecchino; dall’Udeur con Rossella Grasso nella veste di vice presidente e Franco Lo Conte; da Rifondazione Comunista con Erminio D’Addesa presidente del Consiglio provinciale. In sintesi, anche se è anche presto per parlare di probabili nuovi equilibri tra le forze di centrosinistra e non solo, certa è la delusione per Giacomo Carpenito e Greco Trifone che fino all’ultimo hanno sperato che il Consiglio di Stato, potesse accordare la sospensiva in nome di “una legittimazione popolare”. Così non è stato. Chiaramente aumentano gli interrogativi e le polemiche sullo stato di salute dell’attuale segreteria retta da Luigi Mainolfi. Alla fine tra rimpianti, polemiche, borbottii e attese per il domani, resta un dato ineludibile: la storia dei prossimi mesi, in particolare dopo le politiche, sarà caratterizzata da una verifica che interesserà l’ente Provincia, dove piaccia o non piacca, il partito del fiorellino, esce rafforzato all’interno della compagine di centrosinistra.
(Di Teresa Lombardo)