
Avellino – “In Irpinia ha sede il più grande bacino imbrifero del Mezzogiorno, eppure da anni scontiamo l’assenza di una politica strategica per il settore e siamo alle prese con una forte emergenza idrica.” Recita così una nota di Sinistra democratica. “Mentre in Italia si estendono i movimenti e le iniziative per scongiurare la privatizzazione dell’acqua, in provincia di Avellino permangono le ambiguità. Le scelte non possono essere ancora rinviate. Una politica seria è per l’oggi e non per il domani. Dopo settimane di empasse, anche grazie all’intervento del Prefetto e all’iniziativa di tre consiglieri, si dovrebbero svolgere nei prossimi giorni l’Assemblea e il Consiglio d’Amministrazione dell’Ato per completarne gli organismi. Continua però a mancare un accordo all’interno del Pd sull’indicazione del nuovo presidente e questo potrebbe determinare ulteriori rinvii. L’Ato – si legge ancora nella missiva – è un ente decisivo al fine di definire la programmazione degli interventi infrastrutturali in materia di risorse idriche e per organizzare tutti gli adempimenti, previsti dalle norme in vigore, attraverso i quali si dovrà determinare il carattere della futura gestione del servizio idrico integrato: se essa dovrà essere pubblica o privata. Per questo non sarà indifferente chi sarà chiamato a dirigerlo. Alla logica di utilizzare l’ente come ennesima postazione a disposizione dei partiti per la collocazione di propri esponenti bisogna sostituire la ricerca di una soluzione di alto profilo attraverso la individuazione di una figura di grande competenza tecnico – giuridica, dotata di comprovata esperienza nel settore”.