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Avellino – Scuola sempre più precaria: verso la mobilitazione

Avellino – La scuola in provincia è sempre più precaria. Sono a rischio duecento insegnanti ma i tagli colpiscono, in Campania, oltre tremila unità. I sindacati, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Federazione Gilda Unams, lanciano l’allarme e preannunciano una mobilitazione generale già organizzata per mercoledì, 12 marzo, a Napoli. In piazza non ci saranno solo gli operatori della scuola ma i rappresentanti di tutte le categorie produttive perchè la scuola, e i suoi problemi, tocca direttamente le migliaia di famiglie. Maggiormente in crisi è la scuola primaria che in provincia vede chiudere diversi plessi scolastici con la conseguente perdita di classi nei paesi più piccoli. Gli effetti della nuova finanziaria si vedranno, stando ad alcune previsioni, già dal prossimo anno scolastico. Intanto, in una nota inviata ai massimi vertici del mondo dell’istruzione, per illustrare i motivi della vertenza aperta lo scorso 4 marzo. Si legge nel comunicato: “Il decremento alunni previsto dal Ministero della Pubblica Istruzione, per la Scuola Primaria, di 7.844 in meno, ammonta invece a 6.298 con una differenza in più di 1.546; i tagli operati dalla Direzione scolastica regionale non rispettano la percentuale del 60 per cento prevista dal M.P.I. per l’organico di diritto; molte classi prime, nelle varie province, risultano formate anche in difformità numerica rispetto alle planimetrie,quindi alla reale capienza delle aule; molte classi risultano composte con più alunni diversamente abili; il tempo scuola è stato praticamente soppresso, con la riconduzione quasi generalizzata dell’insegnamento frontale a 22 h. e la non soddisfazione di nuovo tempo pieno; i posti di lingua tagliati in Regione, rispetto a richieste delle scuole derivanti dall’utilizzo totale degli insegnanti specializzati presenti in organico, ammontano a oltre 500, che in moltissime scuole renderanno impossibile assicurare l’insegnamento in tutte le classi; per anni non si potranno fare in Campania né nuove immissioni in ruolo, né nomine a tempo determinato di precari. La fotografia di questa realtà pone la Scuola campana in condizione di non poter assicurare alcuna offerta formativa di qualità, anzi finirà per negare il diritto allo studio e alla formazione nella scuola pubblica statale campana. L’insostenibilità di quanto sta avvenendo è chiara; come sarà possibile sostenere gli ulteriori tagli per quest’anno, il 40 per cento in organico di fatto, e quelli per i prossimi anni?”.

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