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Avellino – Scuola: il Cps sollecita l’intervento delle istituzioni

Il Cps Avellino, Coordinamento Precari Scuola di Avellino e Provincia vuole porgere l’invito ai tanti precari della scuola irpina ad essere più partecipi ed interessati al drammatico problema che sta interessando la scuola pubblica Italiana. Più partecipi alle varie iniziative che il Cps sta mettendo in atto in provincia a difesa della distruzione della scuola pubblica e dei tanti precari che hanno perso il posto di lavoro.
“Come è noto quest’anno la scuola è stata investita da ulteriori tagli al personale. I tagli scriteriati da parte del duo Gelmini-Tremonti quest’anno ha mietuto altre vittime, in virtù della legge 133/2008. Due anni fa come ben ricorderete i tagli interessarono la scuola primaria, lo scorso anno la scuola secondaria di 1° grado e quest’anno la scuola secondaria di 2° grado. Al momento in Irpinia non abbiamo ancora i dati numerici di questi tagli, anche perché è praticamente impossibile accedere all’Usp per attingere notizie e dati. Colgo l’occasione di invitare la dirigente dell’Usp a richiamare i funzionari addetti ad essere più disponibili al dialogo con il Cps, che, come è noto, si prefigge la difesa di tutti i lavoratori della scuola, fornire elementi e notizie, trovare, magari, sui problemi soluzioni meno traumatiche e condivisibili nell’interesse dei precari, invece di essere, perché presi in questo periodo da estenuante lavoro, nervosi, frettolosi, evasivi, superficiali e spesso al limite della correttezza”. È quanto si legge nella nota che continua: “Il Cps si sta organizzando per mettere in atto sul territorio iniziative di protesta, con la speranza quest’anno, visto il problema sempre più drammatico, di coinvolgere un maggior numero di precari, ma anche interessare la società civile, gli studenti, la componente genitori, anche perché non dimentichiamo che la scuola è un bene di tutti.
Queste le richieste: ritiro di tutti i tagli degli organici, prodotti dalla legge 133, ritiro del decreto salva precari, riserva garantita per i precari sugli eventuali posti recuperati sul sostegno, blocco degli orari cattedra superiori alle 18 ore settimanali, obbligo per gli Usp di nominare i docenti inclusi nelle GE anche per gli spezzoni fino a 6 ore, consentendo loro di combinare anche 3 sedi e su 3 comuni, evitando l’attribuzione delle stesse ai docenti in servizio nella scuola medesima, fino al limite di 24 ore settimanali come ore aggiuntive oltre l’orario d’obbligo, consentire qualsiasi tipo di reclutamento, a partire dalle supplenze temporanee, dalla graduatoria d’esaurimento provinciale,blocco o limitazione delle utilizzazione ed assegnazioni provvisorie interprovinciali, in particolar modo su quelle classi di concorso dove sussiste l’esubero e fare in modo di salvaguardare qualche disponibilità per i docenti precari, invitare l’Usp e tutti gli organi preposti (prefettura, vigili del fuoco ecc..) al rispetto delle normative sulla sicurezza nelle aule per evitare il sovraffollamento delle classi (D.M. 26 Agosto1992 e D.M. 18 dicembre 1975); formazione delle classi con massimo 20 alunni in caso di presenza di alunni diversamente abili, riutilizzazione dei fondi regionali nella organizzazione di posti aggregati alla scuola pubblica”.

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