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I militari hanno subito messo in atto alcuni servizi di osservazione e controllo della zona, con personale in borghese e macchine civetta appiattate sotto l’edificio, allo scopo di monitorare ogni movimento delle donne e dei relativi clienti. I carabinieri, per prima cosa, hanno fermato alcune delle persone che uscivano dallo stabile, interrogandoli sul motivo della loro presenza e scoprendo che quanto denunciato dalle fonti confidenziali corrispondeva al vero.
Ieri sera è quindi scattato il blitz dei militari che, dopo aver fatto irruzione all’interno dell’appartamento, hanno fermato due donne originarie della Repubblica Dominicana, ma ormai da più di 4 anni residenti in Italia, rispettivamente di 32 e 31 anni, entrambe risultate assolutamente regolari in Italia. Oltre alla presenza delle due donne, come prova dell’effettivo svolgimento del meretricio, i carabinieri hanno rinvenuto denaro contante per ben 760 euro, sicuro provento dell’attività di prostituzione, e altro materiale chiaramente attinente all’attività stessa.
All’esito degli accertamenti, i militari di Avellino hanno appurato che lo stabile è di proprietà di una società immobiliare costituita a Roma e il cui amministratore unico è un avellinese 42enne, chiamato dai carabinieri per essere sentito in merito alla locazione dell’immobile. In realtà, all’esito degli accertamenti, l’immobile è risultato locato in modo regolare, con contratto e con uno dei soci che mensilmente riscuoteva la somma di 450 euro d’affitto. L’uomo ha dichiarato agli inquirenti di essere totalmente all’oscuro di quanto avveniva nell’appartamento e di non essere a conoscenza nemmeno del fatto che la mansarda al 5° piano dell’edificio di via Fricchione fosse abitata da 2 dominicane, avendo lui stipulato un regolare contratto con una sola donna.
Conclusi gli accertamenti, le due donne sono state rilasciate, mentre l’appartamento è stato sottoposto a sequestro. I carabinieri, che in questo servizio hanno fermato diversi clienti, tra i quali anche qualcuno che veniva appositamente da Foggia, hanno scoperto che le donne, per ogni singola prestazione, si facevano mediamente pagare intorno ai 100 euro, ma la tariffa saliva di molto se i clienti decidevano di trattenersi oltre la normale prestazione. In un caso, uno dei clienti fermati dai militari dell’Arma aveva appena corrisposto alle donne addirittura 300 euro. Le dominicane, non erano nuove a questo genere di attività, tant’è che da un’indagine condotta presso la banca dati delle forze di polizia è emerso che le stesse avrebbero già esercitato analoga attività in altre città italiane quali Roma e Napoli. Ora le indagini sono volte a cercare se vi sia o meno la presenza di qualcuno dietro alle due donne, che le gestisce e le indirizza verso le località dove meglio si può esercitare la prostituzione.