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Avellino – Romeo e Giulietta: al Gesualdo di scena Shakespeare

Avellino – Di scena al teatro Carlo Gesualdo “Romeo e Giulietta” di W. Shakespeare. Lo spettacolo è in programma martedì 25 e mercoledì 26 alle ore 21. In calendario anche una replica per le scolaresche nella mattinata (ore 10,30) di mercoledì 26. Ad interpretare il ruolo di Giulietta sarà Arianna Bergamaschi: Romeo è invece Gabriele Gi Russo. Traduzione e adattamento del testo sono state curate da Stefano Antonelli e Maurizio Panici che ha curato anche la regia.

NOTE DI REGIA
Al centro di un mondo dove gli adulti sono sempre più distanti dai ragazzi e dove i giovani si fronteggiano e si battono per noia in continuazione, due “senza pelle” decidono di amarsi, di esporsi senza muri offrendosi come inconsapevoli vittime sacrificali di una possibile riconciliazione. Tutto questo è Romeo e Giulietta, la più grande storia d’amore moderna rappresentata da ben 400 anni, ma così tragicamente attuale ancora oggi. Pur rispettando profondamente la struttura narrativa del testo, ed anzi riportandolo ad un vigore verbale che era stato mitigato in versioni precedenti, è stato inevitabile adattarlo per raggiungere una comunicazione “diretta” per un pubblico vasto e “popolare”. Si recupera dalla grande tradizione elisabettiana la figura di un “narratore / coro”, testimone e al tempo stesso protagonista della tragedia: Frate Lorenzo, costruttore di atmosfere, evocatore di paesaggi, testimone dei fatti. Il suo ruolo così intimamente connesso con la trama musicale dà senso vitale e compiuto a tutto lo spettacolo. La musica è elemento fondamentale per parlare direttamente al “cuore”; è di volta in volta antica, violenta, tenera, poetica e sollecita lo spettatore a seguire una recitazione riconsegnata al suo ruolo principe: raccontare una grande storia d’amore in un contesto di sentimenti primordiali e violenti quali il mondo delle due famiglie veronesi. I ragazzi hanno l’età dei protagonisti della storia; si battono con foga, amano nello stesso modo, si scherniscono, si deridono ma quando la morte fa la sua apparizione cambiano, maturano, diventano uomini. Una storia magica che racconta direttamente della nostra umanità come solo sa fare un grande poeta, forse tra tutti il più grande.

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