Prosegue il ciclo di incontri tematici “La città che verrà”, promosso dal Movimento 5 Stelle di Avellino insieme ai candidati della lista, un percorso di approfondimento dedicato ai temi strategici per il futuro della città, in vista delle ormai imminenti elezioni amministrative.
Nel nuovo appuntamento, ospitato come di consueto presso il comitato elettorale di Piazza Libertà, il confronto si è concentrato su verde urbano, acqua pubblica e diritto alla casa, con gli interventi del Presidente del Coordinamento nazionale dei piccoli comuni italiani, Virgilio Caivano, e della Senatrice Gisella Naturale, vicepresidente della IV Commissione Politiche dell’Unione Europea, alla presenza dei candidati al Consiglio Comunale di Avellino Massimo Mingarelli, Pasquale Luca Nacca, Giuseppina Buscaino e Antonio Aquino.
L’intervento di Virgilio Caivano: “Avellino ritrovi la sua storia”
Caivano ha richiamato la tradizione del buon governo municipale, dal “300 senese” al municipalismo sturziano, sottolineando la necessità per “Abellinum” di recuperare una visione territoriale forte e identitaria. Secondo Caivano, la città deve tornare ad essere motore dell’Irpinia, capace di guidare processi di sviluppo e di costruire opportunità dal basso. Non è mancato, pertanto, il richiamo alle figure di Guido Dorso e Fiorentino Sullo, ricordando come il miracolo economico italiano sia nato anche grazie agli uomini di questa terra.
«Se Avellino non recupera la sua storia, la sua tradizione e il suo patrimonio e non li rilancia attraverso i giovani – ha affermato – sarà difficile costruire percorsi di sviluppo concreti». Tra le priorità “amministrative” evidenziate dal Presidente del Coordinamento nazionale dei piccoli comuni, si denotano: sicurezza sanitaria, pubblica istruzione e formazione, mobilità pubblica.
Alla luce di ciò, Caivano ha sottolineato l’importanza di intercettare i fondi europei, evitando bandi “preconfezionati” e puntando su progettualità costruite dal territorio.
La Senatrice Gisella Naturale: “Acqua pubblica e ambiente, battaglie da difendere”
La Senatrice Naturale ha posto l’accento sulle “problematiche democratiche”” comuni a tutte le regioni e sulla necessità di coinvolgere cittadini, comitati e autorità di bacino nella definizione delle politiche pubbliche. Ha ricordato l’impegno profuso dal M5S per l’ambiente e per l’applicazione delle direttive europee, criticando la scarsa attenzione riposta ad esse da parte dell’attuale governo nazionale. Tra le battaglie centrali, quella sull’acqua pubblica:
«Privatizzarla significa sottrarre un bene che appartiene alla collettività. L’amministrazione comunale deve essere presente nella manutenzione, per evitare sprechi e dispersioni, lavorando in una rete congiunta di consorzi e tavoli tecnici, utile a monitorare e chiedere finanziamenti – dove non arriva il Comune, con altri enti, che sia la Regione con il coordinamento della Provincia – utili a preservare ed evitare sprechi di un bene così prezioso».
