Avellino – Nel pomeriggio, presso la sede della UST CISL si è riunito il Comitato esecutivo della Cisl Irpina, convocato dal segretario generale Mario Melchionna. Tra i vari temi affrontati, oltre alla situazione politico – sindacale, anche i risultati della petizione per la raccolta di firme finalizzata alla promozione di un fondo per i non autosufficienti e gli esiti degli incontri svolti in Provincia tra le Organizzazioni sindacali Cisl, Cgil e Uil, il nuovo assessore provinciale al lavoro Giuseppe Solimine e i Segretari dei settori maggiormente interessati dalla crisi. È stata affrontata inoltre la delicata questione dello smaltimento dei rifiuti in Campania e del rischio in Irpinia, di un’eventuale apertura della discarica di Andretta, in località Formicoso. La Cisl Irpina sostiene, insieme alla FNP-CISL e all’ANTEAS, la creazione di un Fondo regionale per i non autosufficienti per garantire un sostegno economico a tutte quelle famiglie in condizioni di difficoltà, soprattutto in presenza di un familiare disabile: in Campania, secondo i dati INPS relativi alle indennità di accompagnamento erogate al 1 gennaio 2009, i soggetti che non sono in grado di svolgere autonomamente le principali funzioni vitali sono 130.662.
La Cisl Irpina accoglie con favore la costituzione del tavolo anti – crisi permanente per lo sviluppo ed il lavoro. L’obiettivo è comune a tutte le parti: collaborare per contrastare la crisi in Irpinia. Occorre dare impulso al mercato del lavoro per rilanciare l’economia, aumentare l’occupazione e soprattutto lo sviluppo della nostra Provincia. La Cisl Irpina lancia un appello al presidente Cosimo Sibilia e all’assessore all’ambiente Domenico Gambacorta, che hanno partecipato al summit in Prefettura a Napoli, per discutere delle linee programmatiche da attivare per avviare la gestione ordinaria del ciclo dei rifiuti, in presenza del sottosegretario Guido Bertolaso: “In una situazione così poco rassicurante, gli Irpini, che hanno sopportato tantissimi sacrifici con la discariche di Ariano e Savignano, hanno bisogno di maggiori certezze, ma soprattutto di una politica di prevenzione per produrre meno immondizia e aumentare il numero di impianti fondamentali per riciclarla”.