Avellino – “Regione si cambia”: la ricetta di de Magistris

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Avellino – Operazione verità. Il centrosinistra irpino si è messo a nudo ed ha sviscerato, argomento dopo argomento, le questioni che hanno penalizzato l’intera coalizione sia al Governo centrale che locale. “Regione si cambia”, non solo il titolo dell’incontro tenutosi al Carcere Borbonico, ma anche un auspicio per l’imminente futuro.
Ad aprire i lavori del dibattito, che ha ospitato l’europarlamentare in quota Idv Luigi de Magistris, il coordinatore provinciale di Sinistra Democratica Giancarlo Giordano.
“Avvertiamo la necessità di costruire un centrosinistra nuovo che sappia affrontare il berlusconismo. La gente ci chiede unità per le prossime Regionali e noi abbiamo il dovere di rispondere con l’arma della verità. Dire, in pratica, cosa si è fatto in questi 15 anni di governo di centrosinistra sia nei suoi pregi che nei suoi grandi limiti. Abbiamo poco tempo a nostra disposizione ed è una follia sprecarlo con le Primarie. Tutto il centrosinistra deve raccogliersi intorno a punti fermi anche se con posizioni divise. Non dobbiamo dare vita ad una coalizione solo per la paura di perdere, questa è la peggiore sconfitta. Il centrosinistra ha governato questa regione con enormi difficoltà. Noi dobbiamo avere la forza di spezzare questi comportamenti e annientare i condizionamenti che hanno gravemente pesato sull’attività amministrativa regionale.
La politica è parola e persuasione, ma ora i tempi ci chiedono credibilità. Queste Regionali hanno un chiaro significato politico. Dobbiamo avere il coraggio di dire cosa non ha funzionato mettendo sotto lente la sanità, l’emergenza rifiuti, l’utilizzo improprio dei Fondi Europei. La storia di Bassolino è finita, la ruota gira solo se riusciremo a farla girare. La gente è stanca di vedere un Pd arrovellarsi in diatribe interne, di guardare ai problemi dell’Idv. Se non riusciamo a vedere oltre il nostro naso, il centrosinistra non esisterà più”.

Una lucida analisi sulla ‘questione meridionale’ è stata condotta da Raffaele Aurisicchio, esponente della dirigenza nazionale di Sd. “Dobbiamo dare una spallata autoritaria a questo Governo e uscire dal cono d’ombra. Le Regionali rappresentano un punto di partenza cruciale per la nostra costituzione. Dobbiamo avere la capacità di trarre un bilancio sull’azione di governo di questo centrosinistra. Il Mezzogiorno, non solo la Campania, non ha recuperato il gap con il resto del Paese. Non si è innescato quel meccanismo di sviluppo ricercato e dopo 50 anni le nostre terre sono ancora relegate nelle aree ‘Obiettivo Uno’. La povertà è in forte crescita, l’assenza istituzionale è pesante ed i tanti commissariamenti ne sono la riprova.
Il capo dello Stato, Napolitano, ha parlato di fallimento delle classi dirigenti del Mezzogiorno. Non abbiamo saputo reggere all’autogoverno. Bassolino non può essere il protagonista della nuova fase di rinnovamento del centrosinistra. Se davvero dobbiamo essere novità, chi c’era e c’è stato al governo deve fare un passo indietro e consentire ai partiti di costruire il centrosinistra. Il Pd è il soggetto più importante della nostra coalizione. Sarà capace di essere la prima forza?”.
Per quanto riguarda le alleanze politiche, Aurisicchio è categorico. Vadano bene Pd, Idv, le sinistre che accettano una prospettiva di governo, ma l’Udc deve passare alla corte dell’Inquisizione. “Innanzitutto bisogna dare una priorità programmatica alla coalizione nonostante le diverse convergenze. Poi bisogna guardare all’Udc. La nostra analisi non vuole essere pregiudizievole, ma vorremmo far notare che stiamo parlando di un partito che in tre delle cinque province campane è apparentato con il centrodestra. E poi Udc è sinonimo di De Mita, colui che ha portato alla crisi la nostra sanità. Ultimo punto, le Primarie. Ad Avellino e Napoli non mi sembra che si siano ottenuti risultati positivi”.

Parola poi al candidato della segreteria regionale del Partito Democratico Enzo Amendola. “Dobbiamo trovare un linguaggio per dire alla gente la verità. Le Regionali sono un test nazionale e non dobbiamo presentarci come un’armata Brancaleone. Il nostro ruolo è quello di essere alternativa. Sei mesi sono pochi per sintonizzarci sulla stessa lunghezza d’onda, dobbiamo smetterla di prenderci a sportellate. Uno dei più grandi errori commessi, in Campania, è stato quello di sottovalutare il potere economico delle mafie. È per questo che dobbiamo spingere per una riscossa civica. Con la vittoria del 2001, non siamo stati in grado di interpretare il sistema regionalista. Come classe politica ci siamo fatti fregare. Abbiamo dato vita ad un sistema senza un potere istituzionale e senza una programmazione. Ci siamo fidati delle personalità forti piuttosto che delle istituzioni forti”.
E sul patto politico con l’Udc: “Un’alleanza con De Mita non è un incubo perché credo che troveranno ostilità anche nel centrodestra stesso. Se davvero vogliamo aprire un nuovo ciclo dobbiamo riempirlo di forze e contenuti”.

A chiusura dell’incontro, l’intervento di Luigi de Magistris, presidente della Commissione Europea per il Controllo dei Bilanci. “Il quadro nazionale che stiamo vivendo è allarmante. Berlusconi lancia editti mussoliniani affermando di avere la legittimità del popolo e che non ci sarà contrappeso costituzionale che tenga. Vuole privatizzare la sicurezza, potenziare la presenza dell’esercito nelle strade, imbavagliare la stampa, offende la Corte Costituzionale, amplifica la disuguaglianza sociale, sudamericanizza il Paese. Berlusconi non si sconfigge sul piano giudiziario perché ha i suoi azzeccagarbugli che lo tireranno sempre fuori da ogni vicenda. Berlusconi si batte ponendogli di fronte due pilastri: la questione morale e quella culturale.
Il centrosinistra, al Sud, ha fallito sulla questione morale sia nel campo sanitario, che ambientale che gestionale. La cosa pubblica è invischiata dalla criminalità delle organizzazioni mafiose e da quella dei ‘colletti bianchi’”.
Morbido per quanto riguarda l’appuntamento delle Regionali: “In Campania il programma del centrosinistra è di facile scrittura. Più o meno i partiti della coalizione condividono le stesse posizioni. Per quanto riguarda le candidature, bisogna puntare su persone che nella loro vita abbiano dimostrato da che parte stare e non solo a parole. Non criminalizzo l’attuale gestione di Bassolino, ma il suo tempo è finito. La Campania ha bisogno di una faccia diversa. Il centrosinistra non deve essere timido e deve avere il coraggio di svoltare altrimenti non saremo votati. Non dobbiamo consegnare questa regione a chi è colluso con le mafie. A mio avviso, la convention del Pd sta durando da troppo tempo. Per poter vincere queste Regionali abbiamo bisogno di una persona che sia garanzia per l’elettorato. Per quanto riguarda le alleanze…non tutto l’Udc è da buttare”.

Presenti in sala numerosi appartenenti alle diverse anime del centrosinistra irpino: Giuseppe Moricola, Amalio Santoro, Antonio Di Nunno, Rosanna Repole, Rodolfo Salzarulo, Francesco Todisco, Erminio D’Addesa, Giuseppe Carillo e molti altri. (di Marianna Marrazzo)

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