Avellino – Q9: gli interrogativi in nome della vivibilità

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Avellino – Ieri il nostro viaggio nel quartiere di Collina Liguorini per saperne di più su un’area della quale si continua a parlare. Occhi puntati sul Puc da poco approvato, speranza degli abitanti che vorrebbero vedere finalmente il Q9, un vero quartiere.
Da tutti considerato, all’epoca della progettazione, il fiore all’occhiello cittadino, il sobborgo stile scandinavo con aiuole fiorite e verde attrezzato, oggi è ancora la periferia di una città che cresce e che si evolve sempre più a dispetto di un ‘lembo’ di terra che non riesce ancora ad emergere. In realtà, dopo le tante battaglie dei residenti e di chi per il Q9 si è tanto prodigato, qualcosa sembra essersi mosso. Dopo pochi anni dalla sua nascita, il quartiere di Collina Liguorini, ha visto l’installazione dei primi lampioni della pubblica illuminazione. Una vera e propria conquista portata avanti grazie alla caparbietà dell’assessore Mimmo Bellizzi che si è battuto non solo per i servizi primari ma anche per il sistema viario e il trasporto pubblico. Piccole conquiste che hanno portato alla parziale urbanizzazione. Restano, purtroppo, delle questioni irrisolte.
Una delle stradine di penetrazione al quartiere, via Antonio Tedeschi, rimane poco percorribile. Inoltre, nonostante Tesauro, ex proprietario del terreno abbia concesso l’autorizzazione all’ampliamento della piccola bretella, e nonostante lo scorso aprile fu dato l’ok all’espropriazione del terreno, per il momento, forse a causa della macchina burocratica, non c’è stato alcun intervento in tal senso. Ma non solo. Si lavora ancora per l’allacciamento della rete fognaria, insufficiente – sembrerebbe – rispetto alle necessità domestiche dei nuclei familiari residenti. Qualche passo in avanti, è vero, è stato fatto. Ma non basta. Gli abitanti sono riusciti ad ottenere una nuova arteria di accesso, nata grazie alla collaborazione tra Banca della Campania ed il Comune, che ha permesso di attivare il trasporto pubblico. Manca ancora l’area attrezzata, che sembrerebbe solo un piccolo cavillo rispetto al resto. Pare che nell’ area circostante vengano abbandonati rifiuti di ogni genere: bottiglie, sacchetti dell’immondizia sparsi qua e là ed erbacce in ogni dove. Da qui partono gli interrogativi di quanti vorrebbero vedere finalmente quel quartiere vivibile.
E in nome di questa vivibilità che il Q9 all’unanimità chiede in punta di piedi: che ne sarà del nostro quartiere? (red.pol.)

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