“Avellino, progetti e valori della mia città”: legalità e trasparenza, il cuore del dibattito al Circolo della Stampa

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Un Circolo della Stampa gremito ha ospitato la tavola rotonda dedicata al futuro del capoluogo irpino, un confronto che ha intrecciato denuncia civile, richiami etici e proposte concrete. Sul tavolo, i nodi irrisolti della città e la necessità di una nuova visione politica e culturale.

Il monito di Gianni Festa: “Svegliati Avellino”

A introdurre i lavori è stato Gianni Festa, direttore del Corriere dell’Irpinia, con un intervento di forte impatto. Festa ha denunciato l’assenza di una vera classe dirigente e l’urgenza di affrontare senza reticenze il tema della legalità:

“Bisogna svegliarsi: ad Avellino la camorra c’è e non va ignorata”.

Un appello rivolto anche al Partito Democratico, chiamato a ritrovare identità e coraggio per evitare che Avellino diventi una periferia politica della Campania.

Granese: “Siamo eredi di De Sanctis, serve programmazione”

Il Prof. Alberto Granese (Università di Salerno) ha richiamato l’importanza della programmazione a lungo termine. “Siamo gli eredi di Francesco De Sanctis”, ha ricordato Granese, esortando la città a coltivare questa eredità non come un feticcio del passato, ma come una bussola per pianificare il futuro con coraggio e visione accademica.

La “città dei sogni ” di Clelia Gambino, tra proposte e memoria

Particolarmente ricco di spunti l’intervento della Dott.ssa Clelia Gambino, che ha delineato la sua “città dei sogni”, prendendo spunto dalle parole del Vescovo Aiello. La Gambino ha proposto una spinta decisa sulla promozione territoriale attraverso i musei e l’eccellenza dei vini locali, suggerendo inoltre l’istituzione di un corso universitario o una scuola di sceneggiatura. Un passaggio chiave è stato dedicato alla Dogana, che deve tornare a essere luogo pubblico al servizio dell’associazionismo. Richiamando l’esempio di decoro di Aldo Moro e l’impegno dell’Associazione “Democrazia Compiuta”, ha messo la sua esperienza amministrativa a disposizione della città, con l’obiettivo di creare un’Avellino dove i giovani (citando la figlia prossima ai 18 anni) possano scegliere di restare.

L’umanità e il servizio: il Notaio Edgardo Pesiri

Il notaio Edgardo Pesiri ha spiegato la sua candidatura come un atto d’amore puro per la città e una missione verso chi soffre. Distante dalle “grandi promesse” elettorali, il Notaio ha esortato all’umiltà delle piccole cose e alla sensibilità: “L’arte rende gli uomini migliori e rende viva una società”. Ha poi sottolineato il valore degli anziani come guida esperta per la comunità e ha lanciato un appello alla fratellanza cristiana, ponendo l’attenzione sui bambini e sulla necessità di operare per il bene comune lontano dai personalismi.

Nello Pizza: mappare i bisogni e restituire vivibilità alla città

Il candidato sindaco Nello Pizza ha offerto un intervento ampio e strutturato, centrato sulla necessità di ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Ha parlato della città come di un organismo che necessita di una mappatura reale e aggiornata dei bisogni, per intervenire con precisione su anziani, giovani e fasce fragili. Pizza ha insistito sulla trasparenza amministrativa come prerequisito per ogni azione politica, denunciando l’opacità che negli anni ha frenato decisioni e investimenti.

Ha poi delineato una serie di priorità operative:

  • recupero degli impianti sportivi abbandonati, oggi simbolo di spreco e disattenzione;
  • trasporto urbano più efficiente e accessibile;
  • manutenzione diffusa dei marciapiedi e degli spazi pubblici;
  • una gestione dei parcheggi che torni a essere un servizio e non un mero strumento di entrata.

Pizza ,pertanto, ha parlato di una città che deve tornare a essere vivibile, ordinata, accogliente, capace di offrire servizi essenziali e qualità urbana.

Senatore De Luca e la politica basata su legalità e responsabilità collettiva

Il senatore Enzo De Luca ha chiuso il confronto con un intervento di forte respiro civile e culturale. Ha richiamato il valore della partecipazione politica, definendola il primo antidoto al declino democratico. Ha invitato la società civile a non ritirarsi, a non delegare, a non cedere all’indifferenza, sottolineando il ruolo decisivo di associazioni, volontariato e formazione culturale nella costruzione di una nuova classe dirigente. De Luca ha insistito su tre assi fondamentali:

  • legalità, come fondamento della convivenza e della credibilità delle istituzioni;
  • responsabilità collettiva, perché la città non si cambia da soli;
  • centralità dei giovani, chiamati a essere protagonisti e non spettatori.

Ha richiamato la tradizione del cattolicesimo democratico, da Sturzo a Moro, come matrice culturale che unisce etica pubblica, rispetto delle istituzioni e attenzione alla persona sino alla figura di David Sassoli, esempio di politica intesa come servizio, europeismo e cura del bene comune.

Sullo stesso orientamento e altrettanto rilevanti, gli interventi a cura di:

  • Il professore Carlo Santoli ha richiamato il ruolo della cultura e dell’associazionismo per il rilancio cittadino, citando De Sanctis, Dorso e Muscetta;
  • Emiliano Iandoli ha evidenziato il divario tra centro e periferie e la necessità di nuove opportunità per i giovani;
  • La nutrizionista Francesca Finelli ha valorizzato i giovani professionisti che restano sul territorio e richiamato il tema della formazione politica;
  • Alessio Iannaccone ha descritto il senso di spaesamento che colpisce molti ragazzi;
  • Il cardiologo Giuseppe Rosato ha richiamato le criticità generali del territorio e la necessità di una guida amministrativa competente;
  • Il medico Francesco Russo ha denunciato la carenza di consultori e servizi territoriali, chiedendo un coordinamento comunale più efficace;
  • Il magistrato Matteo Claudio Zarrella ha evidenziato il proprio legame con Avellino e l’importanza di recuperare memoria e identità civica.