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“Il malcontento è stato forte – spiegano i membri del Comitato in una nota – anche perché ormai l’anno scolastico è iniziato ma il problema dei ‘tagli’ non è stato ancora risolto, nonostante le ‘buone intenzioni’ più volte manifestate”.
I precari hanno protestato a viva voce, contestando continuamente l’intervento del Ministro.
Sul palco è intervenuto anche un rappresentante dell’associazione onlus “Tutti a scuola” che si occupa di garantire il diritto allo studio agli alunni disabili anche con interventi di tipo legale. Il rappresentante ha detto pubblicamente al ministro che “gli alunni disabili sono aumentati e gli insegnanti di sostegno no”, che “la politica attuata nei confronti delle fasce deboli della scuola è vergognosa”. La protesta dei precari è quindi entrata nel vivo e continuerà ancora nei prossimi giorni, con ulteriori incontri e manifestazioni. E per far sentire ancora una volta la propria voce l’appuntamento è per domani alle ore 17 a Salerno presso il Polo Nautico di via Lungomare Colombo (Pastena) nel corso dell’iniziativa ‘Inizia l’autunno’, “La Sinistra unita per cambiare l’azione del governo in difesa del lavoro e dei diritti”. A questa iniziativa interverrà tra gli altri il Sottosegretario di Stato all’Economia e le Finanze, On. Paolo Cento. E non si tratta dei primi appuntamenti. Gli insegnanti precari di sostegno e le famiglie degli alunni diversamente abili da settimane stanno lottando per il proprio posto di lavoro e per i diritti dei propri figli. Manifestano perché non venga smantellato il modello dell’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili. Un modello ammirato e studiato in tutta l’Europa. Un sistema che ha fornito un aiuto concreto alle famiglie in assenza di altre strutture di supporto per i disabili. “La Sinistra e il Governo devono ascoltarci- è l’appello – non possono far finta di niente quando il Ministro della Pubblica Istruzione ha candidamente ammesso anche a Napoli di voler ridurre significativamente in futuro il numero e il ruolo degli insegnanti di sostegno modificando addirittura la Legge 104”.