Avellino – Picariello (DcA): “C’è bisogno di umiltà politica”

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Avellino – “Francamente mi ero ripromesso di non intervenire nella polemica scaturita dalle dichiarazioni del “nostro” presidente provinciale in merito al PdL, per non gettare benzina sul fuoco considerando, altresì, la situazione di “coma profondo” in cui versa il centro sinistra irpino, intento a gestire lotte intestine e rese dei conti. Mi sono chiesto, perché alimentare polemiche nel centro destra quando il centro sinistra ci offre su un piatto d’argento una occasione storica, nel senso di non più ripetibile, per ribaltare il dominio politico instaurato in questa provincia?”. Esordisce così Gianfranco Picariello, segretario provinciale della DcA, che puntualizza lo status politico in cui riversa la politica irpina. “Il risultato delle ultime elezioni politiche ha confermato una tendenza che andava delineandosi ormai da tempo, – continua – ovvero da un lato la volontà degli elettori di semplificare il sistema politico nazionale dapprima troppo congestionato e frastagliato, che ora, con i due grandi partiti che hanno raccolto più del 70 per cento dei voti, appare più snello e tendenzialmente bipartitico e dall’altro di dare un taglio col sistema di potere del passato, premiando così il progetto del Popolo della Libertà consegnando le chiavi del Paese ad una maggioranza netta. Un progetto che noi della DcA stiamo cercando di trasferire sul piano provinciale con molte difficoltà, convinti che questa città e questa provincia necessitano di un piano politico nuovo, allargato a tutte quelle forze di ispirazione moderata, con l’obiettivo di avere un’alleanza quanto più omogenea possibile in vista delle prossime amministrative. Un progetto che ci vede protagonisti, portatori di quella identità cattolico- democratica che, nel PdL, sembra ridotta ad un ruolo marginale. Nonostante rappresentiamo il partito più piccolo tra quelli fondatori del PdL, in termini percentuali e con minor peso istituzionale “locale”, abbiamo la nostra identità che difendiamo con forza e lealtà. Siamo stati noi, i promotori degli interpartitici e dell’istituzione di una cabina di regia costituita dai tre segretari provinciali affinché iniziasse il processo di costituzione del PdL nella nostra provincia. Se si continua ad immaginare un percorso politico “miope”, di salvaguardia delle piccole posizioni conquistate o dei maldestri tentativi di cabotaggio, beh allora, saremo condannati a perdere per altri 40 anni. C’è bisogna di una sferzata, di una ventata di novità anche in termini di classe dirigente, in quanto alle prossime amministrative, non ci sarà Berlusconi a fare il pieno di consensi a prescindere, qui il voto è affidato alla credibilità di un progetto, di un volto, di una coalizione. Pertanto invito tutti a fare un passo indietro, ad avere maggiore umiltà affinché si possano creare le condizioni per quella continuità che, i nostri territori dopo il voto di aprile, hanno dimostrato di desiderare”.

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