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Ignoti, dopo essere riusciti a scavalcare il cancello dell’azienda di Picarelli, avrebbero appiccato le fiamme alla cabina di guida di un camion, ‘carico’ di enormi ceste in plastica ed in legno, parcheggiato nel piazzale antistante la piccola fabbrica. In pochi istanti le fiamme si sono propagate ad un secondo furgone distante meno di dieci metri dall’epicentro del rogo distruggendolo completamente. Sarebbero stati i componenti di una famiglia, che risiede a pochi metri di distanza dalla ‘La Stamp’ a lanciare l’s.o.s. Immediatamente al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco è scattato il ‘codice rosso’ ed i pompieri hanno raggiunto la Contrada in pochi istanti. Non è stato facile domare l’incendio ma alla fine i caschi rossi sono riusciti ad evitare il peggio. Sarebbe bastato un minuto di ritardo perché le fiamme si estendessero anche alla stessa azienda specializzata nella produzione di materiale topografico. Sul posto si sono portati anche i militari coordinati dal Maggiore Francesco Merone e dal Tenente Stefano Di Napoli che, a rogo spento, hanno proceduto a tutti i rilevamenti del caso al fine di trovare elementi utili all’indagine. Tracce importanti per confermare che ad agire potrebbe essere stata la ‘mano’ del racket e dell’estorsione non sono state rilevate. Ma per gli inquirenti resta quasi certa la pista dolosa: l’indagine è a 360 gradi anche se non si potrebbe escludere che coloro che hanno appiccato l’incendio abbiano voluto ‘colpire’ il titolare e quindi che si sia trattato di una vendetta personale. Ma la verità sarà riportata alla luce solo ad attività investigativa conclusa. (e.b.)