Avellino – Parcometri, Iandoli: “L’ennesima superficialità”

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Avellino – “E’ l’approssimazione il vero limite dell’amministrazione Galasso. La conferma arriva dal nuovo piano per la sosta a pagamento in città. A quindici giorni dall’entrata in funzione dei parcometri, la giunta di piazza del Popolo continua a brancolare nel buio”. Per Modestino Iandoli, presidente provinciale di Alleanza Nazionale e consigliere comunale di Avellino la gestione di una vicenda amministrativa così importante per la cittadinanza tutta non poteva essere peggiore. “E’ impossibile far pagare ai cittadini tariffe oggettivamente alte senza dare loro la possibilità di scegliere”. Chiaro il riferimento a Corso Vittorio Emanuele. “C’è un vizio urbanistico che non concede alternative ai residenti. Il secondo piano, quello interrato, non è accessibile perché sono state sbagliate le quote. Questo non consente di utilizzare i garage. I residenti, dunque, non potranno far altro che pagare per avere l’automobile sotto casa. Tutti dovranno pagare, residenti e non, nonostante l’amministrazione non abbia previsto alternative e mi riferisco ad aree di sosta meno centrali dove poter lasciare la propria vettura a cifre molto più basse. Ora si continuerà ad arrivare con l’auto in centro con la conseguenza di far sborsare ai cittadini cifre vertiginose”. Ma per Iandoli a farla da padrone resta “la superficialità, il pressappochismo. Hanno avuto oltre un anno di tempo per decidere e mettere a punto il nuovo piano per la sosta e sono arrivati a pochi giorni dall’introduzione del nuovo sistema senza un accordo, senza una strategia complessiva. I parcometri sono arrivati in città da tempo e restano assiepati nei depositi comunali, ma ancora non si sa quali tariffe saranno applicate, quali soluzioni siano state immaginate per i residenti e per i pendolari, quale sarà il futuro della Global Service e chi dovrà controllare l’effettiva osservanza del nuovo sistema. E’ il segnale, l’ennesimo, di un’amministrazione con poche idee e confuse, di un’amministrazione che si divide su tutto, di una giunta che non ha coesione e che non conosce il significato della parola condivisione. Perché, ed è grave doverlo constatare, anche su questa delicata materia, si è registrata la solita spaccatura all’interno dell’esecutivo con posizioni diametralmente opposte che difficilmente troveranno un momento di sintesi e che difficilmente partoriranno qualcosa di buono per questa città”.

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