![]()
Avanzo di amministrazione 2milioni 300mila euro; Maggiori entrate correnti 13milioni 481mila euro;
Minori entrate correnti 8milioni;
Maggiori spese correnti 5milioni 152mila euro; Minori spese correnti 272mila euro;
Maggiori entrate in conto capitale 190mila (2013) – 1milione 300mila (2014) – 1milione 400mila (2015);
Minori entrate in conto capitale 2milioni 700mila euro;
Maggiori spese in conto capitale 3milioni 124mila euro (2013)- 1milione 30mila (2014)- 1milione 400mila (2015);
Minori spese in conto capitale 2milioni 784mila euro.
“Per evitare dubbi su proposizione dette – precisa la Spagnuolo – dico che devo fidarmi della relazione dei Revisori dei Conti, ovvero un elemento terzo che è di supporto a qualsiasi disposizione che decide questo consiglio. Quindi rispetto e accetto il compito e l’azione svolta dai revisori fino a che altri non mi proveranno il contrario”.
Queste le priorità individuate dall’organismo contabile per evitare il peggioramento della situazione economica dell’Ente: miglioramento della capacità di riscossione delle entrate, monitoraggio degli influssi di cassa, accelerazione e incentivazione del processo di riscossione del patrimonio immobiliare disponibile, lotta all’evasione fiscale, revisione della pianta organica con riorganizzazione delle risorse umane presenti, controllo puntuale di tutti i debiti fuori bilancio da riconoscere. “Si tratta di elementi che possono incidere tempestivamente sul sistema delle entrate e sugli equilibri generali di bilancio – ha spiegato Spagnuolo”.
Dopo la relazione dell’assessore alle finanze il primo a prendere parola è stato Alberto Bilotta, accusato negli ultimi giorni di essersi reso reo di ostruzionismo in Commissione Bilancio: “Voglio sottolineare che per il sottoscritto non è un obbligo l’apertura nei confronti della maggioranza, ma una facoltà, qualche componente della commissione che presiedo ha confuso la facoltà con l’obbligo”. Sul piano per obiettivi della Spagnuolo, Bilotta aggiunge: “Si è sempre parlato di vendita di beni per coprire i debiti, si tratta di proposte già sentite in passato che poi non hanno avuto un seguito. Mi sembra un piano piuttosto debole”.
“Approviamo i debiti fuori bilancio e mettiamo da parte una somma per affrontare le emergenze – risponde il consigliere Guido D’Avanzo – Vendere il patrimonio immobiliare è l’unica soluzione per non aumentare le tasse”.
Particolarmente critica sulla strategia proposta, Enza Ambrosone che ha riacceso l’attenzione sulle dimissioni di Manzo e Ricci: “Noi approviamo l’ assestamento con una scadenza precisa e rispetto a questo avremmo voluto vedere azioni calzanti da parte dell’esecutivo miranti allo stravolgimento di un assetto che voi per primi dite di non essere funzionato. Sul contenimento della spesa, c’è un margine di azione rispetto al quale l’ esecutivo è assente. Voglio ricordare che sulla gestione del patrimonio delle risorse umane il sindaco ha perso pezzi della sua giunta, pezzi che non ha ancora provveduto a sostituire”.
Anche Giancarlo Giordano punta il dito contro gli interventi indicati dall’esecutivo, ma soprattutto accusa la maggioranza di mancare di coesione, quella stesa coesione che serve poi a portare avanti un obiettivo. “Quando si punta su maggiori entrate, su lotta all’evasione, sul patrimonio immobiliare e sulla revisione della pianta organica c’è bisogno di una volontà politica che non vedo. La forza di un sindaco sta nella coesione di una maggioranza, ma se tutto va bene, come mai si sono dimessi due assessori?”.
La capogruppo del Pd Ida Grella tuttavia smentisce qualsiasi ipotesi di strappo interno alla maggioranza: “Le interpretazioni piuttosto fantasiose di fibrillazioni per le quali gli assessori non sono stati sostituiti sono interpretazioni fantastiche, noi di fronte le responsabilità siamo uniti e coesi. Siamo pronti a fronteggiare le emergenze, questo piano per obiettivi ha un lungo respiro e la defezione di due assessori non ci farà tornare indietro né sull’ assetto del personale né sul piano strategico”. (Di Rosa Iandiorio)