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Maggioranza compatta, anche solo se per forma, opposizione contraria al quale parere sfavorevole si somma anche quello di Urciuoli dell’Idv. La commissione tecnico-scientifico, coordinata da Alessandro Dal Piaz, ha sviluppato il progetto embrionale sul quale muovere i primi passi: banda larga, metropolitana leggera (o meglio sistema di trasporto ecosostenibile), villaggio sociale, corridoio ecologico. Documento già approvato dalle altre amministrazioni comunali e destinato a far discutere solo ad Avellino. Perché la discussione, senza troppi giri di parole, è stata accesa e quasi paradossalmente ha visto concordi sia i rappresentanti dell’opposizione che della maggioranza.
Lamentela comune: la totale esclusione del Consiglio dal processo di ‘costruzione’ dei progetti. Il pool di esperti insediato lo scorso 15 ottobre ha ben lavorato, ma con la cognizione di non aver chiaro il complesso quadro di esigenze e criticità del territorio in esame. E chi meglio di un cittadino e consigliere, poi, è capace di portare all’attenzione osservazioni valide? Sono queste le due obiezioni mosse da entrambe le parti che non hanno mancato da bacchettare l’operato del sindaco in merito ad una vicenda tanto delicata quanto di pubblico interesse. Chiari i punti enunciati dal coordinatore Dal Piaz e che sono ruotati essenzialmente intorno ai concetti di sviluppo, sostenibilità ambientale, sussistenza sociale.
E tra le ipotesi studiate dallo staff accademico sono emerse la volontà di: trasformare il Mercatone in villaggio sociale, realizzare presso l’area ex Mattatoio un centro hi-tech, ‘allungare’ il percorso della metropolitana leggera fino a Mercogliano, cablare con la banda larga le aree produttive (Avellino, l’agglomerato Asi, Monteforte e Mercogliano), realizzare un autoporto, porre l’Irpinia in condizione di cerniera e area di scambio tra l’est e la zona costiera, in quanto intersezione dei Corridoi extraeuropei I e VIII e punto di passaggio dell’Alta Capacità Napoli-Bari. Ed ancora monitoraggio dell’inquinamento ambientale e valorizzazione dei beni archeologici.
Idee ambiziose che però hanno trovato aspre contestazioni anche in virtù della presa a conoscenza di quanto redatto: il Consiglio ha avuto il corposo fascicolo di relazioni solo nella giornata di ieri. A partire dal gruppo di opposizione.
Massimo Preziosi (Udc) ha etichettato il documento presentato da Dal Piaz come un “…prodotto già confezionato che dovrebbe essere ratificato a scatola chiusa. Senza poi tener conto che ci vengono messi sul piatto d’argento progetti che sono antichi e che confliggono con le altre idee di sviluppo. Non possiamo accettare l’approssimazione con la quale questa amministrazione restringe il campo intono alle città di Avellino, Monteforte, Mercogliano e Atripalda”.
Pugno duro di Gerardo Bilotta che alza i toni sulla mancata introduzione dell’ex Isochimica tra le priorità anche alla luce dei recenti fatti di Torino.
Anche Giovanni D’Ercole ha espresso non poche perplessità sull’approvazione degli indirizzi e soprattutto lanciato invettive contro l’atteggiamento del sindaco che “…è venuto meno al rispetto dei pilastri della democrazia estromettendo la voce di tutto il Consiglio in considerazione a decisioni nato importanti”. E il coro di critiche unanimi è stato diretto al Mercatone che nel tempo ha visto più destinazioni puntualmente disattese: parcheggio, sede dei Vigili Urbani, ora villaggio sociale.
E per completare il mosaico della minoranza di interventi Costantino Preziosi ha avanzato un’osservazione relativa al trasporto pubblico. “Il piano dei trasporti extraurbani è di competenza della Provincia e quindi trovo difficile che il Comune possa occuparsi di questo progetto. Per quanto riguarda le infrastrutture non dobbiamo essere superficiali. Si tratta di qualificare la città e non solo”.
Per la maggiorana è stato il senatore del Pd Enzo De Luca a rasserenare gli animi: “Capisco le perplessità, ma c’è tempo per arricchire di idee il progetto. Dobbiamo tenere stretta questa occasione perché Avellino ha bisogno di crescere per difendere il proprio sviluppo dalla malavita e da altri fattori che ne compromettono il progresso. Il Comune e la Provincia hanno l’obbligo di stringere un patto istituzionale perché questo Governo ci ha già scippato di 30 miliardi di euro destinati al Mezzogiorno”.
Imbarazzo. Con questo stato d’animo Francesco Todisco per i Democratici ha avviato il suo articolato intervento concretato, maggiormente, sul ruolo dei consiglieri comunali “…che non sono uditori privilegiati ma figure di riferimento della cittadinanza”. Per l’esponente di maggioranza vadano bene le idee ventilate dal pool di esperti purché si faccia il tutto per tutto per riempirle di contenuti (come nel caso del villaggio sociale) e per evitare la desertificazione di energie giovani.
La sintesi è stata affidata al capogruppo del Partito Democratico Stefano La Verde: “Ci accingiamo ad approvare un progetto che gran parte del Consiglio non ha capito. Per discutere di un tema così complesso avremmo meritato un coinvolgimento maggiore. Votiamo per l’imminenza di una scadenza e per senso di responsabilità. Ci siamo sentiti depauperati del nostro ruolo e questo ha maturato, da parte nostra, disinteresse e mancata partecipazione. Non sarebbe stato più giusto un coinvolgimento preventivo? Io nutro serie perplessità sull’operato del Comitato. Si tratta di personaggi, seppur autorevoli e rispettabilissimi, che non conoscono Avellino e le sue problematicità”.
A prendere parola anche Rauty e Marani del pool degli esperti che hanno offerto ulteriori delucidazioni sui contenuti del documento che sarà presentato lunedì al vaglio della Regione Campania.