
Avellino – Inquinamento elettromagnetico: l’Arpac lancia nuovi segnali d’allarme e mette nelle mani dell’amministrazione Galasso un dettagliato dossier sulle due aree cittadine, via Palatucci e via don Luigi Sturzo, ritenute dagli esperti a massima concentrazione di campi magnetici. La richiesta: una bonifica immediata dei territori e la delocalizzazione degli impianti preposti alla captazione di onde per la ricezione della telefonia mobile. Secondo i dati forniti dall’Arpac, documentati con un lavoro di circa un anno, le due aree rosse potrebbero causare non poche ripercussioni sull’ambiente, ma soprattutto sulla salute degli abitanti. Viviamo, ormai, in una città sempre più immersa in una nebbia di inquinamento elettromagnetico. Poco rassicuranti le misure predisposte dal Cria, centro regionale inquinamento atmosferico: immediata bonifica dei territori in questione e rimozione degli impianti installati dalle compagnie telefoniche delle annualità che vanno dal 2003 al 2007. E cresce l’allarme anche tra i residenti di via don Luigi Sturzo, nel popoloso quartiere San Tommaso, e di via Palatucci. Annunciate mobilitazioni e ricorsi per via legale. Ma la questione sembrerebbe tingersi di mistero. Infatti, se da un lato l’Arpac ha sollecitato il Comune per gli interventi di bonifica, dall’altro ha dato l’autorizzazione per l’installazione di altri emettitori per la captazione di onde magnetiche. Ma tutto avrà un costo che andrà ad gravare sia sulla salute dei cittadini che su quella dell’ambiente per l’eccesso di radiazioni prodotte.