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Il banchetto della vigilia prevede rigorosamente un menù a base di pesce, le cui carni sono notoriamente libere da spiriti maligni; i piatti a base di carne sono consentiti solo se preparati dopo la nascita del Bambino, ovvero dopo la notte del 24. La preparazione della minestra maritata, pietanza cucinata con diversi tipi di verdure prevede in alcune aree della regione l’aggiunta di carne. In questo caso può costituire un’eccezione alla regola, in quanto connessa all’antica usanza di consumare tutte le scorte alimentari presenti in casa prima della venuta del nuovo anno.
A tavola troveremo, quindi, piatti a base di pesce e frutti di mare, simboli positivi dell’ars culinaria in quanto legati all’acqua, l’elemento vitale per eccellenza. Una capitolo a parte merita “o’ capitone”, la grossa anguilla di mare, sulla cui uccisione e preparazione si sprecano decine di teorie. Già la scelta dell’esemplare da acquistare è un’operazione che richiede una certa esperienza: individuata la bestia, l’arduo compito di afferrarla passa al venditore. Tornati a casa bisogna lasciarlo riposare in un’ampia bacinella piena d’acqua. Di tanto in tanto è bene controllare che l’ospite, agile e scattante, non scappi per evitare di passare ore a cercarlo, spostando mobili, sedie e quant’altro; in soldoni per evitare scene di defilippiana memoria. Fatto ciò si passa alla fase Jack lo Squartatore: tagliare a pezzi il capitone partendo dalla testa, strofinarlo con sale grosso e lasciarlo riposare, magari senza guardare quei disgustosi pezzettini che continuano a muoversi. Eppure il capitone, che richiede tanta fatica e sangue freddo, rischia ogni anno di essere il “di più” da consumare il giorno successivo. A fargli compagnia in questo triste ruolo di avanzo da tavola, c’è l’insalata di rinforzo: l’ossessione delle nonne, il miscuglio di scarola riccia, olive, nere e verdi, sottaceti, acciughe e “pepaine”, piatto solitamente accompagnato dal commento unanime “Domani, adesso sono pieno!”. Un’abbuffata di spaghetti con le vongole, bianchi o rossi a seconda dei gusti, frittura di calamari e gamberetti, gamberoni arrostiti, frittelle di baccalà, scarola legata o imbottita che dir si voglia e tanto altro. Se alla fine nello stomaco non resta nemmeno un angolino per capitone e insalata di rinforzo, c’è spazio abbondante per struffoli, roccocò e ogni tipo di frutta secca. Il tutto aspettando la mezzanotte: gli uomini stravaccati sui divani a pancia all’aria, le donne che si affrettano a lavare i piatti e ripulire la cucina dall’unto e dagli odori di giorni di attività prima di fiondarsi sull’albero addobbato a scoprire se Babbo Natale ha portato il dono sperato. (di Rossella Fierro)