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Avellino – ‘Miseria e Nobiltà’: al Gesualdo la grande commedia

Avellino – Gran finale d’anno al Gesualdo con il primo appuntamento della rassegna “I Comici”. A dare il via al cartellone dedicato all’umorismo sarà un classico di Scarpetta “Miseria e Nobiltà”, con Francesco Paolantoni e Nando Paone. Aspettando il nuovo anno al Gesualdo in programma il doppio appuntamento con la commedia in scena domani e sabato, alle 21. Tra i capolavori di Scarpetta, la commedia, dall’andamento lieve e divertente, coniuga insieme due temi di grande teatralità: la tragedia della miseria e il grottesco della nobiltà. La pièce riproduce il grande tema della fame, che nella Commedia dell’Arte è prerogativa di Pulcinella, unendolo al gioco degli equivoci. Uno scrivano senza speranza, un fotografo disoccupato, un innamorato in difficoltà che ingaggia entrambi i poveracci perché interpretino i suoi finti familiari aristocratici e… il piatto è servito, gustosissimo e dai molteplici sapori. Grande metre Francesco Paolantoni, affiancato da Nando Paone e da una compagnia che da tempo si cimenta con il grande repertorio tradizionale napoletano. Un gradito ritorno per i due artisti al Gesualdo. Per loro, lo scorso anno, pioggia di applausi con “La concessione del telefono”, per Paolantoni, e con “Madame quatte solde”, per Paone. Protagonista della commedia, nei panni di Felice Sciosciammocca, sarà Francesco Paolantoni, affiancato da Nando Paone (Pasquale). Il capolavoro di Scarpetta, universalmente conosciuto per la versione cinematografica interpretata da Totò, torna quindi in teatro con un altro comico napoletano doc. La regia di Armando Pugliese adatta il racconto alla realtà dei nostri giorni, rendendolo fruibile al pubblico moderno. L’allestimento è di Komiko Production e Augusteo Produzioni, le scene sono di Bruno Garofalo, i costumi di Zaira De Vincetiis, le musiche di Paolo Coletta. Ridere ad ogni costo per difendersi dalla ripetitività del quotidiano e dai suoi meccanismi che demoliscono i sogni. Ecco sinteticamente la filosofia scarpettiana. Essa in questo riproponi mento di Armando Pugliese si intravede soltanto. Il ridere, infatti, è scaturito in vasta percentuale da espressioni volgari e dall’istrionismo dei due protagonisti. E quindi anche i lazzi propri del sommo Eduardo Scarpetta in questa pièce si trasformano in battute e gag trite e ritrite del “cabarettismo televisivo”. Sul palcoscenico, attorno a Francesco Paolantoni e a Nando Paone, ruota una compagnia di attrici e attori con percorsi professionali anche diversi, riuniti dalla voglia di cimentarsi con un testo storico del repertorio tradizionale.

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