Avellino – L’Irpinia si mobilita contro la camorra

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Avellino – L’Irpinia delle istituzioni, della chiesa, della scuola, dei sindacati, delle associazioni alza la voce contro la delinquenza organizzata. Un linguaggio che accomuna il sindaco di Avellino Pino Galasso, il presidente del Consiglio Giuseppe Vetrano, il vescovo Francesco Marino, Ruggiero Cutillo, Enrico Ferrara, Silvio Sarno, Giacinto Maioli, Renato Abate, Michele Cavaliere, Dario Della Porta, Antonio Casarella, Gerardo Adiglietti (Ds), Carlo Lallo (Pdci) Alberto Nigro (Prc) e chiaramente i membri di maggioranza e opposizione. Non solo. Presenti, anche se solo attraverso missive, consiglieri e assessori regionali, parlamentari e senatori che con poche righe di inchiostro hanno voluto mostrare la propria vicinanza alla terra d’Irpinia e la partecipazione ad un problema che è davvero di tutti. “Troppo forte – comincia Giuseppe Vetrano – è la preoccupazione dei cittadini e troppo grande è lo sgomento per la perdita di un giovane. Non si può più sottovalutare il problema… Ormai è stata superata la soglia d’allarme. Dobbiamo riuscire attraverso una sana amministrazione a dire che è possibile arginare i fenomeni di delinquenza”. Una delinquenza che si manifesta anche attraverso il bullismo. Una delinquenza che spaventa e preoccupa. Una delinquenza alla quale si può rispondere con atti concreti, protocolli di legalità e sinergia. Un aspetto, quest’ultimo, sul quale punta il vescovo Marino che aggiunge: “Da parte mia e di tutte le parrocchie ci sarà l’impegno e l’attenzione soprattutto per quanto riguarda l’aspetto formativo”. E prendendo a prestito una frase di Giovanni Paolo II sintetizza il pensiero: “Organizziamo la speranza”. Chiaro il messaggio della presidente Alberta De Simone: “Una preoccupazione che deve diventare un allarme”. Il primo inquilino di Palazzo Caracciolo va indietro nel tempo, discorre sul periodo del terremoto quando “…la camorra fece il suo tentativo di infiltrazione… Oggi ci sono, anche se in maniera limitata, zone contaminate in cui la criminalità non è stata sconfitta. Allora ci fu un muro di popolo. Perché oggi non esiste quel muro? Perché non c’è una reazione civica? Dobbiamo ragionare sulla qualità della politica e delle reazioni. A maggior ragione perché ci troviamo in una fase di decadenza politica. O si suscitano entusiasmi oppure il solo appello alle forze dell’ordine non sconfiggerà il pericolo. Sono importanti alcune direttive: sono più serena perché in Provincia non esiste più la pratica delle somme urgenze. Tutti i lavori si fanno attraverso la procedura dell’appalto. Dormo più tranquilla perché i pagamenti si fanno rigorosamente in ordine cronologico”. Sottolineature per comunicare che bisogna partire da regole, trasparenza e rigore. “Solo in questo modo possiamo ristabilire un clima di fiducia. Ci vuole un impegno per le scuole, per la nuova genitorialità, una spinta alla modernizzazione. Coraggio ad aprire le scuole di pomeriggio. Perché la camorra riguarda tutti e dobbiamo agire insieme”. Un messaggio che unisce e che trova d’accordo anche Enrico Ferrara della Cisl che denuncia il “…contro-Stato fatto di tangenti” e da qui la “difficoltà di un imprenditore ad investire”. Lapidario Ruggiero Cutillo, segretario provinciale della Cgil: “Oggi siamo alla camorra dei colletti bianchi che interviene nei processi economici locali e nazionali. Interviene nei fondi pubblici, nel riciclaggio di denaro sporco, nell’edilizia, nel movimento terra, nel sistema degli appalti. Possiamo cominciare a ragionare solo nel momento in cui la sicurezza e il costo del lavoro siano garantiti e quando non ci sia più traccia dei subappalti. La camorra si combatte mettendo fuori gioco la competitività malsana”. Ma si combatte – è il messaggio di Gerardo Adiglietti – a partire dalla trasparenza. “Se vogliamo ripristinare la legalità dobbiamo essere al di sopra di ogni sospetto. Invece si continua a far prevalere la legge del più forte”. Chi mette in evidenza come la camorra non se ne sia mai andata è Carlo Lallo. “Oggi c’è la camorra attiva”. Al di là dei tavoli, il coordinatore cittadino di Forza Italia Edoardo Fiore avanza una richiesta: far assegnare alla città di Avellino un Sostituto Procuratore. Enza Ambrosone della Margherita sottolinea come sia necessario che la comunità si mobiliti contro gli episodi di violenza “…che non sono sporadici. Per questo il Consiglio deve fare da sprone al dibattito”. Giovanni D’Ercole di An propone, invece, la mobilitazione in Piazza con una fiaccolata contro la camorra e non solo. “Facciamo nostra la prassi adottata dalla De Simone sui lavori di somma urgenza. E ancora: una pattuglia notturna fatta anche utilizzando vigili di paesi diversi… Riteniamo che la questione camorristica sia più profonda. Che esempio dà la politica dove non si riesce a far rispettare la legalità all’Ato (questione Ariano Irpino), dove i sindaci violano le norme che regolano il terzo mandato? La mancanza di legalità si annida in una continua demolizione delle coscienze dei giovani diseducati dal sistema potere”. Il dibattito continua con Antonio Gengaro di Libera Città che non nega l’amarezza per un episodio drammatico, la tragedia Cioffi, “che ha lasciato indifferente la città”. Insomma, riflessioni, moniti e appelli che fanno riflettere su una città e un’Irpinia che ce la può fare. Una città e un’Irpinia che vogliono essere protagoniste della manifestazione partenopea contro la piaga che continua ad avere lo stesso nome: camorra. (di Teresa Lombardo)

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