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Avellino-Lecce: identificato uno… dei ‘lanciatori’ di bottiglie

È stato preso uno dei ‘ lanciatori’ di bottigliette che sabato ha sfogato nel modo più sbagliato la propria rabbia per l’operato dell’arbitro Ayroldi in occasione di Avellino-Lecce, disputatasi allo stadio Partenio. Una delle bottigliette, al termine della prima frazione di gioco, colpiva il Direttore di gara. A confermare la notizia è la Questura di Avellino con una nota. Infatti, dopo l’accaduto il Giudice Sportivo ha comminato una giornata di squalifica all’impianto di via Zoccolari. Immediato e tempestivo l’intervento della Digos, che in seguito ad un’accurata analisi delle immagini televisive, registrate dalle telecamere del sistema di videosorveglianza e in base alle dichiarazioni degli steward che hanno preso servizio nella Tribuna Terminio, è riuscita a risalire ad uno degli autori. Si tratta di T.F. 35enne di Solofra, incensurato, il quale è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria perché responsabile della violazione dell’articolo 6-bis Legge 401/89. Gli investigatori hanno adottato nei suoi riguardi un provvedimento di DASPO, che prevede l’inibizione ad assistere alle manifestazioni sportive per i prossimi tre anni, inoltre dovrà presentarsi in Questura in occasione delle gare dei lupi. Il lavoro dei militi guidati da Antonio De Jesu continua senza sosta, per identificare al più presto gli altri autori del gesto. Un ‘evento’ ingiustificabile, che ha portato all’ennesima chiusura della ‘tana dei lupi’. Fatto che almeno per il momento costringerà la squadra di Carboni a disputare l’incontro con il Piacenza in campo neutro, infatti, la società spera di vincere il ricorso e di poter giocare il match regolarmente sul terreno amico. Un primo passo che permette alle Forze dell’Ordine di dare un forte segnale ai violenti. “Isolare le frange di facinorosi che danneggiano l’immagine della città e privano i tifosi di sostenere la propria squadra del cuore”. Questo l’invito del Questore che il giorno successivo alla gara aveva confermato l’intenzione di far vendere soltanto bibite in bicchiere, come avviene in diversi stadi d’Italia. L’augurio è che si continui su questa strada, perché la città e chi ama questi colori non possono essere privati di una grande passione, un sentimento verso una casacca che si spera possa dare una nuova gioia. Ma per ottenere la salvezza il lupo ha bisogno della propria gente, ma soprattutto del proprio stadio: i risultati importanti sono stati costruiti sempre tra le mura di casa. Speriamo che in futuro questo inutile tiro al bersaglio non si ripeta. Per il bene dell’Avellino, bisogna evitare simili atti. Adesso, non ci resta che attendere ed augurarci che questa nuova brutta vicenda, venga chiusa al più presto e che da oggi in poi si possano soltanto commentare le ‘battaglie’ di De Angelis e compagni.
(di Sabino Giannattasio)

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