Avellino – Lavoro e legalità, l’Irpinia sfida il sommerso

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Avellino – L’Irpinia della ‘legalità’ a braccetto con il Ministero degli Interni per tessere le fila di un nuovo progetto socio-istituzionale. L’obiettivo: contrastare l’illegalità favorendo la crescita della cultura del lavoro regolare. L’iniziativa, denominata ‘Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia 2000-2006’, si inserisce nell’ambito delle iniziative promosse dal Pon (Programma Operativo Nazionale) nato nel 1998 con il cofinanziamento dell’Unione Europea e finalizzato ad innalzare le condizioni di sicurezza e di legalità nelle regioni meridionali. Ieri la presentazione a palazzo di città. Al tavolo, il sindaco di Avellino Pino Galasso, l’assessore Donato Pennetta, la dott.ssa Tizzano della Prefettura, il dott. Montanari in rappresentanza del Viminale, le forze dell’ordine, e le associazioni sindacali. Un incontro preliminare prima della due giorni di ‘informazione e formazione’ che si terrà in città i prossimi 21 e 22 settembre presso il Viva Hotel. “Il Programma – come spiegato da Montanari -, finanziato nell’ambito del Quadro Comunitario di Sostegno Obiettivo 1 per una disponibilità di oltre 1 miliardo e 117 milioni di euro, interessa Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna, Puglia e Basilicata. Attraverso un’azione sinergica con il partenariato istituzionale, sociale ed economico, il Pon mira a conseguire effetti significativi sul tessuto sociale del Mezzogiorno mettendo in campo progetti mirati alla diffusione della cultura della legalità. Cultura della legalità che è soprattutto cultura delle regole – ha continuato Montanari – ovvero garanzie e diritti. Garanzie per le imprese (danneggiate dalla concorrenza sleale di chi opera irregolarmente), garanzie per i lavoratori (che pagano il ‘prezzo’ diretto dell’illegalità a discapito delle normative contrattuali e dunque di un lavoro regolare), garanzie per la società (sempre più insabbiata dall’insicurezza nello svolgimento dell’attività lavorativa e elusa dagli obblighi contributivi e dagli introiti fiscali)”. Il progetto sarà allargato, come sottolineato dalla dott.ssa Tizzano, a tutte le associazioni e le organizzazioni che operano sul territorio nonché al Csa, l’ex Provveditorato agli Studi, al fine di diffondere la cultura della legalità nelle scuole e sollecitare una politica di sviluppo basata sul rispetto della legge. L’Irpinia del sommerso, pur non toccando percentuali preoccupanti, rischia di conformarsi alla politica regionale e dell’intero Mezzogiorno (23,1 per cento di lavoratori irregolari. Più del doppio del Nord): la Campania è seconda con il 25,1 per cento dopo la Calabria a cui spetta (30 per cento) il record del lavoro irregolare nel Sud Italia. Seguono Sicilia (25 per cento), Basilicata (21,5), Puglia (21,1) e Sardegna (17,7). (di Marianna Morante)

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