Avellino – A distanza di 40 anni l’AIL è diventata l’Associazione di riferimento in Italia per tutte le malattie del sangue. Vanta un’organizzazione con 80 Sezioni provinciali distribuite su tutto il territorio nazionale che operano a fianco dei principali Centri di Ematologia Universitari ed Ospedalieri.
Un nuovo appuntamento per informare, sui progressi e le evoluzioni della ricerca nel campo delle malattie ematologiche. L’incontro presso la Caserma Berardi di Avellino, fortemente voluto dalla “Associazione Berardi”, ha coinvolto i numerosi militari della caserma del 232 Reggimento. Il dibattito è stato presenziato dall’esperto ematologo, Nicola Cantore, primario della S.C. Ematologia del Moscati, dal presidente dell’AIL di Avellino, Palmira D’Alessandro e dall’ufficiale medico, Salvatore De Laurentis. L’incessante pioggia non ha smorzato l’entusiasmo e lo spirito dei tanti militari ospiti della caserma che hanno assistito con interesse al dibattito, dal titolo “Progressi Biologici e Terapeutici delle Malattie Ematologiche Maligne”. Dopo il saluto del tenente colonnello De Laurentis, Cantore ha aperto il suo intervento sull’importanza della conoscenza e dell’informazione nella medicina. Supportato da proiezioni di slide, ha spiegato con grande semplicità il funzionamento del sistema immunitario che governa ogni cellula presente nel nostro organismo e illustra poi, come si arriva a seguito della scoperta di cellule anomale a formulare una diagnosi tumorale. Ha focalizzato il suo discorso sulla necessità di suffragare e agevolare la ricerca e lo studio continuo e scrupoloso, poiché questo permette di raggiungere grandi risultati. La conoscenza deve essere intesa come progresso. Ha illustrato infatti come negli anni e con l’impegno di tanti ricercatori e medici è stato possibile attuare nuove terapie biologiche, per far fronte alle probabili cure delle malattie ematologiche. Ma ogni progresso nella scienze deve fare i conti con i costi sempre più onerosi della ricerca. Il discorso di Cantore, continua sottolineando l’importanza di sostenere il paziente dalla comunicazione della diagnosi, alla accoglienza, alla cura migliore da proporre. Ovvero come mantenere quella rete sociale e umana che in questi casi diventa fondamentale, per aiutare il paziente ad affrontare meglio il percorso che gli riserva la malattia ed accompagnarlo verso la guarigione. Successivamente, Cantore passa ad illustrare la funzione e il ruolo dell’AIL, il suo rapporto continuo con il reparto di Ematologia del Moscati. “Tutti i fondi – ha precisato – sono indirizzati principalmente al sostegno della ricerca, la sezione finanzia nuovi progetti di studio e collaborazioni con figure professionali (medici biologi psicoterapeuti), consentendo in tal modo di attivare competenze e funzioni che vanno oltre gli atti medici essenziali, non garantiti dalle istituzioni per mancanza di risorse economiche o per scarsa di sensibilità”. Ha chiuso l’incontro Mimma D’Alessandro evidenziando l’interesse che la sezione ha da sempre verso il paziente e ricordando le ultime iniziative attivate: il sostegno terapeutico per pazienti, familiari e personale impegnato nelle trattamento delle terapie e l’assistenza domiciliare, sia medica che psicoterapeutica, per soddisfare un’esigenza avvertita da molti anni soprattutto per i pazienti impossibilitati a raggiungere il centro di ematologia, per difficoltà dovute alla malattia e/o a problemi sociali. Allo scopo di non lasciare mai nessun paziente solo a combattere con la propria malattia. “Invito tutti a diventare soci dell’AIL, perché ognuno nel suo piccolo possa sostenere ed alleviare il difficile percorso che ogni giorno affronta chi lotta contro gravi malattie”. Infine, è stato presentato il libro di Melania Rizzoli vicepresidente dell’AIL Nazionale dal titolo “Perché proprio a me”, una buona occasione per capire attraverso l’esperienza di chi ha vissuto la malattia, ancora di più sulle leucemie.