Avellino – La Sinistra che unisce insorge: “Pacta sunt servanda”

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Avellino – I patti, vanno rispettati. “Pacta sunt servanda”. La parola è parola. Non occorre un documento scritto, basta una stretta di mano. La simbologia della stretta di mano tra uomini equivale a cementare un patto d’onore.
“Di solito in politica i patti d’onore valgono come l’asso di coppe, cioè nulla – interviene Beppe Sarno che lancia l’affondo – Così è stato nei rapporti fra il partito Democratico e noi di “Sinistra che unisce” al Comune di Avellino”.
Sarno racconta come alla vigilia della presentazione delle liste, non convinti della possibilità di eleggere almeno un consigliere, fu comunicata a Galasso la volontà di non presentare la lista al comune di Avellino. Una decisione rispetto a cui Galasso assicurò un consigliere del gruppo “Sinistra che unisce” anche in caso di mancata elezione. Il nome individuato fu quello di Geppino Vetrano.

Ma “nel corso dei giorni successivi alle elezioni – continua Sarno – abbiamo atteso a lungo e invano di essere convocati dal Sindaco Galasso. Vetrano non è assessore al Comune di Avellino, ma questa non è una nostra sconfitta. Siamo andati da soli e per primi all’accordo con il Partito Democratico, da soli ci siamo prestati a concorrere alle primarie di coalizione. Ritenevamo e riteniamo ancora che solo un’alleanza forte fra questo partito e tutta la sinistra poteva cambiare un modo di far politica. Il partito democratico ha finto di credere alle stesse cose che dicevamo, ci hanno esibito nei loro convegni preelettorali come un fiore all’occhiello, spacciandoci per una sinistra che non c’era”.
“Sinistra che unisce”, secondo Sarno, è servita “sia contro gli oppositori interni al PD, la cd. area bassoliniana, sia alla sinistra antagonista cioè il centrosinistra alternativo. Ci siamo illusi di avere un peso politico che l’elettorato non ci ha riconosciuto.
Questo giustifica il venir meno da parte del PD e di Galasso agli impegni prelettorali?
E’ bene, allora, aprire una discussione, le vicende che hanno preceduto la campagna elettorale ed il suo stesso svolgimento vanno sottoposte ad un’onesta riflessione critica. E’ il centro della questione che siamo chiamati ad affrontare per il futuro delle liste di coalizione di centrosinistra”.

“A settembre saremo di nuovo in campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale campano e sia noi che il PD saremo chiamati a fare delle scelte. Sarà difficile convincere i seimila elettori che ci hanno votato a scegliere per un patto di coalizione con il Pd.
Purtroppo le scelte di Galasso e quello che sta succedendo nel Pd irpino non ci consentono si essere ottimisti e non ci convince neppure la proposta politica di sinistra e libertà nella misura in cui prospetta un cartello elettorale che servirà a salvare i soliti personaggi senza andare al cuore del problema. La soluzione del problema è quella di sempre: tornare a far politica tra la gente, creando un alternatività concreta, affrontando i problemi reali perchè le persone da convincere sono tutti quelli che dei problemi reali ne pagano le conseguenze”.

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