Avellino – La signora Maria scrive al sindaco Galasso…

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E’ una lettera garbata e ricca di umanità. Non conosciamo la signora Maria se non telefonicamente dopo aver ricevuto la missiva. Nonna Maria chiede sensibilità per trasmettere alle figlie e ai nipoti speranza e fiducia nella vita. In tempi come questi dove i valori della democrazia, dell’umanità e dell’attenzione all’altro sono sempre più rari, ci auguriamo unitamente alla collaborazione di tutti gli altri organi di informazione, che per la famiglia della signora Tuccia si possa aprire la “finestra” della speranza e la “casa dei cento Natali” possa continuare nel suo battito quotidiano.
Signor Sindaco,
oggi, 16 novembre 2007, alle 10,30, ho ricevuto con un buon caffè i tecnici incaricati dall’Asi che hanno occupato il mio terreno espropriato, lì ho ricevuti con cortesia e cordialità, come ho sempre fatto con un vicino di casa, un amico, un ospite o, ancor più, con un mendicante bisognoso: nel nome dei valori cristiani che hanno guidato la mia vita e che con orgoglio vedo trasmessi alle mie figlie. Sono 4, le mie figlie. La nostra è una casa di donne, da quando mio marito, per una brutta malattia, ci ha lasciate nell’85. Ho affrontato la vita a muso duro e con me le mie figlie. Oggi, ci portano via un pezzo del nostro cuore. Abbiamo lavorato tanto, una vita intera, per essere serene nella nostra casa. Oggi quella casa, quella terra, ci dicono, non sarà più nostra. Cerchiamo di essere forti, ancora una volta…purtroppo! L’esproprio notificatoci è di 12.000 mq.; nel successivo, è certo, ci sarà la casa, la nostra casa, con il restante terreno. Voglio rappresentare ai cittadini, ai politici e a chi in questa provincia conta qualcosa, lo spaccato di una vicenda nella quale si manifesta in modo odioso un modo di fare in nome dell’interesse pubblico.
Mi sento vittima di un’ingiustizia, mi sento schiacciata da chi invoca l’ “interesse collettivo di sviluppo industriale”.
Lo strumento urbanistico è scaduto definitivamente nel 2005, si va avanti con le proroghe ed io sono inciampata nelle proroghe.
E’ stata prevista l’espansione della zona ASI verso la città in un’area distante meno di un chilometro dalla città ospedaliera ( fiore all’occhiello e vanto della città di Avellino ) e ancor meno da centri commerciali, residenziali, sportivi consolidati e in fiorente sviluppo. L’amarezza personale di perdere la casa, di essere sradicata insieme alla mia famiglia dalla “casa dei cento Natali”, è aggravata da un modo di fare dei pubblici poteri che non hanno mai preso in considerazioni le istanze di noi comuni cittadini. Perché l’ASI non recupera prima gli stabilimenti dimessi nell’area industriale di Pianodardine? E’ così necessario espropriare subito nuovo terreno? Esistono nella stessa area ASI capannoni abbandonati? Terreni espropriati ed inutilizzati? Stabilimenti industriali utilizzati ad uso commerciale?
Sono mamma e nonna, vorrei non perdere la fiducia nella vita che ho mantenuto viva anche in momenti drammatici; non voglio anzitutto che la forza donatami dal Signore sia spenta dal fare degli uomini che operano non rispettando i sentimenti più cari. No ! non è questo il modo di fare; non possono essere questi i rapporti tra normali cittadini, privi di protezioni risonanti nelle stanze del potere, ed Autorità pubbliche che non hanno udito per sentire. Perderò la casa,forse, altro terreno, forse; ma ciò che più mi addolora è il non poter trasmettere più alle mie figlie e ai miei nipoti quella speranza e quella fiducia nella vita, seppellita dall’agire ruvido del potere pubblico.
Se nelle stanze che contano c’è ancora una briciola di sensibilità si abbia il coraggio di mostrarlo. Questo è il mio appello.
Grazie per l’attenzione.

Maria TUCCIA

C.da Scrofeta, 57

83100 AVELLINO

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