
Avellino – “Ci sono purtroppo ancora molti lager nascosti nel nostro paese, aiutaci ad individuarli e farli chiudere, restituendo una vita dignitosa ai cani imprigionati e punendo i responsabili di questa barbarie!”. E’ l’appello dei volontari della Lav di Avellino scesi in piazza in questo fine settimana per la campagna di sensibilizzazione contro i ‘canili lager’. Con un banchetto allestito a Corso Vittorio Emanuele – adiacente alla Banca della Campania – i sostenitori della Lega Anti Vivisezioni sta raccogliendo le firme dei cittadini sul fenomeno del randagismo. L’obiettivo è di far conoscere all’opinione pubblica le condizioni di vita dei cani detenuti nei canili, per denunciare l’esistenza di strutture ‘lager’ nel nostro paese e il business milionario che gira attorno ad essi. La Lav lancia accuse pesanti e non risparmia colpi. Questa mattina, il responsabile dell’associazione avellinese Giuseppe Fanelli ha spiegato le condizioni in cui sono costretti a vivere i cani. “Animali costretti a vivere in strutture fatiscenti, rinchiusi in gabbie sovraffollate realizzate con lamiere e reti, celle da cui non escono mai ed in cui vigono condizioni igienico-sanitarie pessime. La permanenza degli escrementi sul pavimento rende l’aria irrespirabile e favorisce il diffondersi di patologie e malattie. L’assenza di zone coperte in cui ripararsi dal freddo e dal caldo indebolisce i cani. La fame e la mancanza di spazio li rende aggressivi e determina casi di violenza e di cannibalismo”. Una descrizione da far venire la ‘pelle d’oca’ ma purtroppo non sono invenzioni come ha sottolineato Fanelli, ma pura realtà. La Lav, inoltre denuncia il giro d’affari dei ‘canili lager’: strutture che vengono appaltano a privati per la ai quali viene pagato una diaria che varia dai 2 ai 7 euro giornalieri per cane. Un giro di denaro che si aggira intorno ai 500 milioni di euro all’anno, basti pensare che un canile con 1000 cani può arrivare ad aggiudicarsi un appalto di 2,5 milioni di euro. “I controlli sono carenti, i maltrattamenti all’ordine del giorno, le malattie dilagano, la mortalità supera anche il 50%. La Lav è sempre in azione per la difesa dei diritti dei nostri amici a quattro zampe ma non è facile ‘scoprire’ dove tale fenomeno criminale si consuma perché i gestori senza scrupoli sono consapevoli di rischiare anche il carcere come è sancito dalla legge 189 del 2004”. Insomma, i volontari della Lega Anti Vivisezione chiede l’aiuto di tutti i cittadini non solo nel firmare le due petizioni popolari ma soprattutto a segnalare ogni sospetto al fine di intraprendere nuove azioni di contrasto…per i nostri amici cani. (e.b.)