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L’unica possibilità vitale nella lotta per sopravvivere è l’arte come forza dell’abitudine, ci dice Thomas Bernhard. In questa rilettura del testo, Alessandro Gassman profonde una grande energia connotandolo come un giocoso,intenso e divertente apologo. Il lavoro quotidiano maniacale per raggiungere la perfezione viene preteso dal patron del circo come abitudine quotidiana, come forza dell’abitudine. I suoi circensi, il giocoliere, il domatore, la ballerina, il nano buffone, sono costretti a una impossibile ricerca della esemplare esecuzione del quintetto de “La trota” di Franz Schubert. Sforzo improbabile, inutile, che non porterà mai a un risultato perché la vita stessa di girovaghi che conducono, costellata di incidenti, dissapori, inquietudini, non lo può permettere. L’unico a non arrendersi sarà proprio il patron del circo, convinto che fuori dalla perfezione non c’è vita.