![]()
Monitoraggio Cig nel mese di novembre 2009 – In questo periodo il ricorso alla Cig torna ad aumentare e ai lavoratori coinvolti mancheranno complessivamente oltre due miliardi e trecentocinquantamila euro nei loro salari. Il settore meccanico è quello che fa registrare la crisi produttiva maggiore. La Campania si pone, tra le regioni del Sud, al secondo posto tra quelle che hanno la percentuale maggiore di ricorso alla Cig con un + 109,99%. Questi dati – commenta la Cisl – confermano che l’aumento delle ore di Cigs è in relazione alla situazione di molte aziende che, terminate le 52 settimane di Cigo, fanno ricorso alla Cigs.
La crisi quindi non solo non è mai finita, ma rispetto ad un anno fa, è maggiore verso i redditi da lavoro dipendente e verso i lavoratori precari.
Dal confronto tra il numero di iscritti ai centri per l’impiego di Avellino, Ariano Irpino, Calitri, Grottaminarda e Sant’Angelo dei Lombardi, quello degli avviati al mondo del lavoro che poi sono stati licenziati nel periodo tra luglio e orrore 2009, risulta che in Irpinia abbiamo 8.923mila disoccupati.
La Cisl Campania ritiene urgente la messa in atto di un vero e proprio Piano per lo Sviluppo del Sud attraverso la stipula di un Patto di Responsabilità tra Governo, Regioni e parti sociali che ponga fine alla stagione dell’inerzia, dell’immobilismo, delle risorse sprecate o mal utilizzate e definisca pochi importanti interventi, tra cui lo sblocco per le regioni del Sud delle risorse previste dai Fondi aree sottoutilizzate, unitamente alla ottimizzazione nell’uso dei Fondi europei che fino al 2013 sono ancora molto consistenti. “La Cisl – scrive ancora Mario Melchionna – chiede al Governo che la prossima legge finanziaria non si limiti ad introdurre solo la Banca del Sud, ma dia vita ad una nuova stagione per gli investimenti e l’occupazione, per le infrastrutture e per la qualità della spesa sociale”.
Sicurezza sul lavoro – Forte calo di infortuni e morti sul lavoro nei primi dei mesi del 2009: rispettivamente il -10,6% e -12,2%. Edilizia, agricoltura, industria i settori più colpiti. Diminuisce il numero degli infortuni sul lavoro in Italia, ma sulle morti bianche l’Irpinia è al decimo posto a livello nazionale. La graduatoria è tra le 110 province italiane. Negli ultimi cinque anni la media è rimasta invariata, ma il dato preoccupante arriva dal rapporto tra infortuni e morti che colloca l’Irpinia tra le prime 10 province italiane. Altro triste primato è quello del numero dei suicidi 12 negli ultimi 10 mesi che porta la nostra provincia ad essere la prima del sud Italia insieme a Potenza.