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Avellino – La Coldiretti propone la filiera agroenergetica

Avellino – Nel percorso avviato dalla Coldiretti di Avellino verso la “rigenerazione” dell’agricoltura, la questione delle bionergie si impone come una necessità ed un’opportunità. Un primo importante progetto è stato messo a punto nel comprensorio Villanova del Battista – Zungoli, d’intesa con le amministrazioni comunali, partendo dalla consapevolezza che le coltivazioni legnose, come pioppo o salice, possono essere finalizzate alla produzione di biocombustibile. In sostanza, sulla base di ricerche avviate in Trentino Alto Adige e in Umbria, è emerso che alcuni tipi di coltivazioni sono particolarmente indicati per produrre materiale legnoso in grado di sviluppare energia attraverso la combustione. Il progetto denominato “Filiera Ligno – Cellulosica” è stato presentato a Villanova del Battista nell’ambito del primo raduno del turismo itinerante, una tre giorni a cui hanno preso parte rappresentanti politici ed istituzionali e numerose aziende che hanno esposto prodotti tipici. I vantaggi di questa iniziativa sono legati all’esistenza di produzioni agricole che hanno la materia prima indispensabile alla combustione di un impianto a biomassa agricola che produce energia pulita. Il progetto prevede fase dopo fase i tempi di realizzazione e di messa a regime di un impianto a biomassa, con coltivazione biennale di pioppi. “Si tratta di argomenti fondamentali – ha spiegato il direttore della Coldiretti Giuseppe Licursi -. La questione delle biomasse è una necessità per la società e i cittadini ed un’opportunità per le imprese. Il progetto di Villanova del Battista – Zungoli è una base da cui partire per sviluppare approfondimenti che risultano necessari in questa materia. Se l’area fondamentale di occupazione e di reddito per l’imprenditore agricolo è la produzione di alimenti e la valorizzazione della qualità, il disegno della multifunzionalità individua nelle bioenergie un’altra area di investimento. Rimane inderogabile una riformulazione del sistema di incentivi, degli strumenti finanziari e delle politiche di sostegno alle fonti rinnovabili, prendendo a modello metodologie già applicate con successo in altri paesi europei. Ai fini dell’espansione delle filiere agroenergetiche sono sicuramente da privilegiare le azioni di filiera corta dove le imprese agricole si organizzano e si integrano in forme associate o consorziate assumendo un ruolo da protagonisti o perlomeno paritetico all’interno della stessa, nonché privilegiare impianti di piccola potenza localizzati nel territorio prossimo alle filiere, con minori rischi di impatto ambientale”.

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