La città possibile: se fino al secolo scorso si parlava di utopia oggi si parla di progetto. “La città possibile altro non è che quella contemplata nel disegno del nuovo Piano Urbanistico Comunale della città di Avellino. L’idea è quella di costruire una città in piena collaborazione. Politica, istituzioni, cittadini insieme per un centro urbano non solo possibile ma ‘futuribile’”. E’ la spiegazione dell’assessore comunale all’Urbanistica Antonello Rotondi che rimarca più volte il concetto ‘possibile’ quale connotazione più appropriata per definire la nuova progettazione di Avellino. Il tutto illustrato nella conferenza che ha avuto luogo questo pomeriggio presso il centro sociale Samantha Della Porta ed a cui hanno preso parte il segretario cittadino dei Ds Gerardo Adiglietti, il consigliere Barbaro, il sindaco Galasso, i rappresentanti delle categorie politiche e sociali cittadine nonché i sindaci dei comuni limitrofi. “Città possibile… – ha esordito Barbaro – il pensiero corre inevitabilmente al Puc”. E’ unanimemente attribuito proprio all’assessore Rotondi il merito di aver studiato un metodo di concertazione e confronto che ha visto il documento sottoposto all’analisi di tutte le categorie cittadine. Ma quando si parla del nuovo Piano si parla, allo stesso tempo, di un’area urbana che coinvolge i comuni limitrofi e riammaglia un tessuto composto da numerose municipalità che da sole non riescono a superare i problemi. Ed i presenti hanno potuto assistere non solo a semplici spiegazioni ma alla illustrazione degli interventi che interesseranno la città capoluogo. Tecnica a parte l’interrogativo resta: la città ‘possibile’ sarà, prima o poi, ‘reale’? E’ il caso di dirlo: al Consiglio l’ardua sentenza.
Redazione Irpinia
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