
Avellino – Il “Sesto corso di interventistica periferica”, promosso ieri ad Avellino all’Hotel de la Ville dal Professor Paolo Rubino, si è confermato ancora una volta un’importante occasione di aggiornamento. Il confronto tra i 250 medici, infermieri e chirurghi vascolari presenti al corso, provenienti da tutta Italia e dall’estero, su una delle specializzazioni con più innovazioni come quella delle patologie arteriose periferiche è il punto da cui partire per andare avanti con la ricerca e le sperimentazioni. Il convegno è stato caratterizzato da dimostrazioni in diretta e dall’analisi di casi emblematici grazie ai collegamenti avvenuti in tempo reale con la Clinica Montevergine di Mercogliano presso la quale il dott Rubino è responsabile del Laboratorio di Cardiologia Invasiva e dove il 30 giugno scorso è stato fatto il primo intervento al cuore senza aprire il torace. La Clinica di Montevergine è un’eccellenza del territorio campano in qualità di primo centro a livello mondiale sulle carotidi. L’appuntamento di ieri è stato anche l’occasione di un primo bilancio sulla nuova frontiera della cardiochirurgia non invasiva. “In sette mesi abbiamo effettuato 45 interventi al cuore per via trans apicale e abbiamo registrato un solo decesso – dichiara soddisfatto il professor Rubino nel corso del convengo – Un successo straordinario. Per noi è importante l’idea di far vivere persone che normalmente sarebbero spacciate. I nostri sono casi che, senza le attuali tecniche che siamo riusciti a realizzare e a sperimentare, non hanno una possibilità di vita più lunga dei sei mesi”. Il dott. Rubino ha rinnovato l’appuntamento con la ricerca al 19 febbraio 2009, con il corso “Best Practice in Complex Lesions” di cui è direttore e che durerà fino a dicembre, attraverso sei incontri, presso la clinica Montevergine di Mercogliano.